giovedì 10 aprile 2014

#92 a Torino Comics!

Da domani siamo a Torino Comics, un'occasione per recuperare qualche arretrato di Scuola di Fumetto oppure il #92 se non lo trovate nella vostra edicola.
SOLO a Torino, gli arretrati sono in super-offerta!
E troverete anche il DOTTOR OSS, in tutto il suo splendore (è anche in premio al miglior Cosplayer steampunck).
Più: le BORSE di ZEROCALCARE, il libro intervista (esaurito per librerie e fumetterie), il volume ristampato e aggiornato su GIPI, per tenervi informati sul candidato a Premio Strega, così da fare bella figura anche nei salotti letterari, mica solo alle fiere frequentate da nerd :D



E potrete associarvi a COMICOUT o abbonarvi con un regalo (solo fiera, prendete e pigliate via) e avere la tessera ESCLUSIVA con un disegno INEDITO di Gipi!


Iscrivervi ai corsi che sono partiti questa settimana: FUMETTO E ILLUSTRAZIONE smart, rigorosamente online!
O prenotarvi per il meraviglioso Workshop a Venezia, con ANGELO STANO... dalle calli alle vignette!
E poi al nostro stand potrete chiacchierare di fumetti, e non è poco.
Vi aspettiamo... e se non sarete a Torino Comics, seguiteci online, vi aggiorneremo in tempo reale!

ComicOut – STAND 16D, spazio editori, padiglione 2

mercoledì 26 marzo 2014

#92 - Dietro il sipario del fumetto italiano: MARCHESELLI TALK!

Sì, questo numero di Scuola di Fumetto, il 92, che dovreste da oggi trovare in tutte le edicole meglio fornite (e se non lo trovate scriveteci, richiedetelo all'edicolante o acquistatelo online sul nostro sito) è un numero davvero particolare.



Ve lo abbiamo detto: Silver, Bastien Vivès, Medda con Lukas... ma anche un'intervista molto importante per il mondo editoriale: quella a Mauro Marcheselli.
Compagno di fondazione della storica  rivista Fumo di China (l'altra a parlare di fumetto in Italia), appassionato lettore, che scriveva puntuali lettere critiche (allora non erano mail) alle riviste di fumetto, fan di Dylan Dog, redattore e soggettista di Dylan Dog, redattore, editor, capo... oggi, dopo anni a fianco di Sergio Bonelli, dirige la casa editrice assieme al di lui figlio Davide.
Intervistare Marcheselli, che per anni è rimasto nell'ombra, schivo e silenzioso, è un valore aggiunto a qualsiasi rivista o blog.
Mauro, come Sergio, pur con la normale "privacy" su certi argomenti della casa editrice, è molto sincero. Non nasconde simpatie e delusioni, cali di vendite quanto successi, così come idee nuove, speranze e progetti.
Dice molte cose, di cui uno stralcio avete visto nel video.
E, probabilmente, leggendo questa intervista, si può capire qualcosa di più della situazione editoriale italiana e di quella della SBE, e di un futuro vicino.

Un piccolo estratto, ma il resto cercatelo in edicola, fumetteria o nel sito.

Parliamo di Dylan Dog, sei arrivato alla Bonelli proprio attraverso l'Indagatore dell'Incubo e Tiziano Sclavi. Come hai vissuto, personalmente tu, in questi anni l'evoluzione, le crisi e gli sviluppi del personaggio?
Sarà una domanda banale, ma che cosa vi ha fatto vedere in Roberto Recchioni il miglior sceneggiatore per dirigere e rilanciare Dylan?
Come lavorate assieme nel procedere su nuove linee?

«In effetti sono arrivato in Bonelli nell’86, ma non per occuparmi di Dylan Dog (c’era ancora Sclavi, bei tempi!),sono stato assunto come redattore tuttofare. Mi ci hanno voluto Tiziano e Renato Queirolo. Di Dylan Dog sono diventato il curatore nel 1993, quando Sclavi si prese sei mesi sabbatici di stacco… che non sono ancora finiti. Ai tempi, Dylan vendeva più di Tex e quindi potete immaginarvi quale responsabilità mi sono trovato sulle spalle.
È stata dura, anche perché senza le storie di Sclavi si pensava che le vendite sarebbero presto crollate. Invece siamo riusciti a rendere l’inevitabile ridimensionamento progressivo ma lento. Questo per merito degli autori che hanno sostituito l’insostituibile Tiziano e anche per effetto dell’ormai saldo legame affettivo nato tra i lettori e il personaggio.
Oggi stiamo vivendo una nuova fase dell’intensa e tribolata vita editoriale di Dylan. Non credo che torneranno i fasti di un tempo, ma sono convinto che il personaggio abbia ancora molto da dire e da dare. Ho grande fiducia in Roberto Recchioni e negli altri autori che stanno lavorando al restyling della serie. È stato lo stesso Sclavi a scegliere gli autori per il “Rinascimento” Dylaniano: Recchioni e Paola Barbato che, a suo parere, erano quelli nelle storie dei quali ritrovava maggiormente il suo Dylan. Si dà il caso che allora Paola fosse però all’ultimo mese di gravidanza e quindi il grosso dell’impegno venne dirottato sul solo Recchioni, con la collaborazione redazionale di Franco Busatta.
Ho sempre espresso le mie perplessità sulla massiccia (quasi bulimica) esposizione mediatica di Roberto, e l’ho sempre considerata più un fatto negativo che positivo per il suo attuale ruolo di curatore dylaniano. Ma ciò non toglie che sarà sempre libero di comportarsi come meglio crede. La Casa editrice risponde solo di quello che Roberto scrive sugli albi da noi pubblicati».

lunedì 24 marzo 2014

#92 Ancora LUKAS? Sì, ma con uno scoop...

Ricordate che abbiamo cominciato a presentarvi i vari esordienti pubblicati in questi anni sulla nostra rivista (una sola uscita per ogni autore, nella nostra vetrina, per dare spazio a tanti promettenti fumettisti).
Con orgoglio ripresentiamo oggi Michele Benevento.
Sì, il coautore grafico (con Michele Medda ai testi) della nuova miniserie Lukas, Sergio Bonelli Editore, ha esordito proprio su queste pagine, ben 11 anni fa, nel 2003, sul #15 di SdF!
Invece sul numero in uscita in questi giorni, il #92, troverete le sue matite e chine e storyboard, per LUKAS.
Guardate! Giudicate anche voi se già non si vedeva la classe e il mestiere del disegnatore vero!
Costruzione dei corpi, descrizione, narrazione.
Certo lo avete già conosciuto in tanti fumetti, da Dampyr a Caravan, ma noi andiamo più indietro.
Vi riproponiamo la sua storiella (di cui era anche autore), che non ci fece venir dubbi sul pubblicarlo.
Ci ha anche scritto, ieri, perché Scuola di Fumetto gli ha portato bene allora, e speriamo ne porti anche adesso.
Ben ritrovato Michele!






Benevento ha anche un blog (ehm ehm, non troppo aggiornato), e se volete qualche notizia in più su di lui: qui.

Se invece volete esordire su Scuola di Fumetto, ricordate che cerchiamo sempre nuovi autori, scoprire mani e cervelli promettenti ci fa un grande piacere, e se sono bravi e non mollano, portiamo loro pure bene. Seguite le orme di Benevento o Baronciani e inviateci BEI materiali!
E non perdetevi il post di domani (o SdF #92 in edicola)



sabato 22 marzo 2014

#92 LUKAS!


Ieri è uscito in tutte le edicole... come perdersi la nuova (mini)serie della Bonelli , scritta da Michele Medda  e disegnata da Michele Benevento? 
Essere morti, ma né zombi né licantropi... una nuova "razza" si sveglia nel pianeta.
Avventura e horror, lo sappiamo, servono a divertire e a darci brividi, ma anche  a darci il senso della vita. Castigat ridendo mores, dicevano i latini, interpretando e traducendo: rimprovera, ridendo, il modo di vivere. Ed è un concetto sempre valido, se non castiga, aiuta a pensare.
Su «Scuola di Fumetto» #92 troverete (da lunedì, ma in qualche città anche da oggi), una bella intervista a Michele Medda,e varie pagine di sceneggiatura, un'intera sequenza, dal #7... una preview interessante, che ne dite?
Usciamo dalle tombe e parliamone.

Riportiamo qualche domanda e le risposte molto interessanti di Medda.
Ma prima due annotazioni interessanti: l'uso di giovani disegnatori nuovi (guidati da Michele Benevento) e la serialità a stagioni. Per ora ne sono previste 2, di 12 episodi, come per «Orfani» poi si vedrà.

I Ridestati sono morti che risorgono e hanno fame di carne umana, ma non sono zombi. Fanno parte dell'Oscuro, il mondo di vampiri, troll e quant'altro...
In che cosa «Lukas» differisce dall'horror, visto che hai detto che non avrà censure o delicatezze?

Non penso a Lukas come a un horror, prima di tutto perché credo che sia molto difficile, se non impossibile, avere un fumetto che “fa paura”. Una serie a fumetti non è un film. E poi Lukas sviluppa una storia articolata, con personaggi diversi, scenari diversi e diverse storie che si intrecciano. Anche volendo, non sarebbe possibile utilizzare l’orrore come unico elemento.

La città sarà una presenza importante. Si tratta di una città non identificabile, ma europea, un mix in cui troveremo anche Milano. Perché un mix e non una città nuova? L'ambientazione è in un futuro molto vicino?


Il mix di architetture porta ad avere, di fatto, una città nuova, un luogo immaginario mai visto prima. L’ambientazione è contemporanea.

E questa tendenza europea, che finalmente si vede nelle storie bonelliane credi serva a rendere vicino e caldo l'ambiente o piuttosto nuovo e fuori da stereotipi in cui si cade rappresentando l'America? Che ne dici in confronto delle avventure di Martin Mystère, molto spesso europee o italiane, alla svizzera di Napoleone, all'Inghilterra di Dylan?

Quella che tu chiami “tendenza europea” è solo una novità grafica. Per noi è impossibile affrontare tematiche sociali, politiche e geografiche specifiche degli scenari che usiamo. La Londra di Dylan Dog è molto più riconoscibile oggi rispetto a trent’anni fa, perché i disegnatori magari usano lo Street View di Google, ma non per questo è la Londra vera. Perché se io volessi raccontare un aspetto della Londra reale, per esempio le ronde islamiche che pretendono di applicare la sharia in Inghilterra, non potrei mai farlo. Altro esempio: nel numero 6 di Caravan volevo raccontare l’assassinio di Lando Conti, ex sindaco di Firenze, per mano delle Brigate Rosse. Bonelli non me l’avrebbe mai permesso, quindi inventai un politico di fantasia e cambiai la dinamica dell’omicidio… ciò che voglio dire è che nei nostri fumetti lo sfondo è, appunto, sfondo. Un aspetto grafico, estetico, non narrativo.

Raccontaci un po' il protagonista, come avete pensato di rappresentarlo fisicamente e se ha abbigliamenti o elementi che possiamo inquadrare in qualche modo...

Per il tipo di fumetto che facciamo non c’è molta scelta nella caratterizzazione fisica di un eroe tradizionale. L’età e la corporatura sono rese obbligatorie da quello che il personaggio deve fare: correre, saltare, picchiare, sparare. Quindi non puoi avere come eroe un cinquantenne obeso o un piccoletto mingherlino come me. Altra cosa: l’eroe non può essere biondo perché i nostri fumetti sono in bianco e nero. Il biondo per noi è bianco, e l’eroe sembra fatalmente albino. Ed è meglio che abbia i capelli corti, perché sono più semplici da disegnare. E non può avere i baffi e la barba, perché lo farebbero apparire vecchio. Ma non solo: la barba annulla i lineamenti. Uno con la barba, nei fumetti, è uno con la barba, non uno con una faccia. In conclusione, se vuoi rappresentare un eroe devi disegnare un trentenne sbarbato, dai tratti mediterranei e dal fisico atletico.

Riguardo all’abbigliamento abbiamo più libertà, ma nel caso di Lukas l’abbigliamento doveva essere anonimo. In effetti Lukas è come un immigrato clandestino. È un tizio in un paese sconosciuto, senza documenti e senza soldi. Per vestirsi non andrà certo alla boutique, ma verosimilmente in un mercatino. Quindi con Michele Benevento abbiamo scelto di dargli un abbigliamento casual, anche un po’ anonimo.



Per finire lo storyboard di un'intera sequenza e un'altra bella matita, sempre dal #7 e sempre di Michele Benevento.


A presto anche con i vostri pareri!

martedì 11 marzo 2014

#92 Last Man! E il manga è più forte?

Eccovi rivelata la seconda parte della copertina di Scuola di Fumetto #92!

Uno sketchbook internazionale con Bastien Vivès. Il giovanissimo autore che divenne famoso qualche anno fa con la storia d'amore, quasi senza parole, Il gusto del cloro (edita da Black Velvet), ha continuato a produrre fumetti d'amore e di avventura, ironici e scattanti, per libri e per il suo blog.

Oggi lo pubblica BAO, e esce il suo primo "manga" in vari volumi, una produzione colossale, su storytelling di Balak e  disegni anche di Michel Sanlaville. Assieme il trio può mantenere una produzione serrata, seriale, e divertirsi nel farlo. Lo potete (se sapete il francese) sentire qua, dalle loro voci. Si parla di manga e di Akira, si dice che il manga è superiore come narrazione a quella della bédé classica, perché fa sentire rabbia e sentimenti e anche l'azione dei personaggi è più libera.
Bastien è, anche da solo, un autore estremamente libero e intelligente, rifugge i moralismi e teme la seriosità, usa la leggerezza, ma la usa come una ballerina, come la sua Polina (forse ad oggi la sua opera più imperdibile), la leggerezza delle ballerine è fatta di passione e sentimento, ma soprattutto di muscoli, tensione, e allenamento.
Su questo SdF #92 di Bastien troverete solo i rarissimi layout delle pagine a fumetti, gli schizzie, studi di personaggi, vecchi album disegnati a pastello, in viaggio.
Per questo ci piace citare qui un brano della vecchia intervista, apparsa sul #68 di SdF (nel 2009).
Gli inizi del disegnare partono sempre dall'infanzia... sentiamo quella sua, non così lontana:


Quello che colpisce sul blog Ciucci, che pubblica i disegnatori da piccoli, è la qualità del tuo disegno verso i 12-15 anni, già decisamente riconoscibile rispetto a quello attuale. Raccontaci le tue prime esperienze...

C'è molto da dire perché mio padre è un pittore e illustratore. La cosa che ho fatto dall'inizio è stata disegnare, e per me subito il disegno è stato una cosa seria. Mi divertivo con mio fratello, più piccolo di me di due anni, e disegnavamo sempre insieme: fino a 14 anni tutte le vacanze le passavamo quasi solo a disegnare. Un po' come accade nel fumetto Piero di Baudoin (ed. Coconino, n.d.r.), che mi piace molto, e sembra proprio parli di me e mio fratello. Per me era una cosa piuttosto seria che mi faceva pormi domande, darmi risposte, cercare molto. Era il mio modo di esprimermi. Facevo anche sport, varie attività, parlavo con le persone, gli amici, questo era il divertimento, come dire, era un po' l'altra vita. Ma il fumetto, il disegno, già da piccolo lo affrontavo in modo molto serio, volevo fare le cose bene, cercare il tratto...
Per esempio quello che facevo con mio fratello, è che stavamo seduti vicino a disegnare e passavamo le vacanze a dire: “Ok, adesso facciamo un leone”, e disegnavamo un leone. Guardavamo e dicevamo “Uhm” “bello!” e adesso un’altra cosa...
Ci davamo un tema, un soggetto da disegnare oppure prendevamo i fumetti delle Tartarughe Ninja o cose del genere e li copiavamo.

Ma tuo papà ti ha insegnato a disegnare o tu che guardavi lui?
Guardavo soprattutto lui quando disegnava, ma lui disegnava poco perché è più un pittore e fotografo. Però è un grande disegnatore, per me bambino il migliore disegnatore della Terra era il mio babbo! Lui mi ha portato a 12 anni a fare il mio primo corso di disegno di nudo. Mi ricordo una volta quando avevo 7 anni disegnavo le Tartarughe Ninja, solo il tratto e il contorno. E lui mi ha detto “Devi capire una costruzione, una base di volume” e allora mi ha fatto tutta una spiegazione con un cerchio all'inizio, che va prende la metà del corpo, e poi tutta la costruzione del personaggio. Avevo 7 anni e anch’io poi ho iniziato a fare il circolo a mano così, e ho passato 3-4 giorni a piangere nella mia camera perché non riuscivo a fare il mio primo circolo perfetto, perché quando il mio babbo l'aveva fatto era perfetto e quando l'ho fatto nella mia camera non ci riuscivo...  
Ma mi sto interessando veramente al fumetto da quando ho iniziato a farlo. Mentre stavo cominciando a disegnare il mio primo fumetto, ho letto Appunti per una storia di guerra di Gipi. L'ho letto e mi sono detto: “Cazzo! Lui arriva a raccontare queste cose che se fosse un film!”, perché per me il cinema era più la mia cultura che il fumetto. Allora mi sono detto: “Sì, anche tu puoi fare queste cose!”, e ho iniziato a farle. 



Lasciamo il piccolo Bastien a piangere, oggi vederlo disegnare è un grande piacere... e se qui postiamo qualche suo disegno, ben altri ne troverete su SdF!

Vi ricordiamo che da Venerdì 14 a domenica 16, siamo alla fiera di Cartoomics – Padiglione 8 (editori) Stand H42... dividiamo lo stand con Diabolo... e tra l'altro di Bastien da Diabolo che un piccolo gioiello: La macelleria... e da noi i nostri libri, le ultime borse di Zerocalcare e gli arretrati di SdF e offerte fiera e incontri (che troverete annunciati sul blog di ComicOut)
Potete Diventare Soci di ComicOut!

domenica 9 marzo 2014

SdF# 92 - Un numero da lupi, anzi, da LUPO

In fondo è tutta colpa di Alfredo Castelli!
Certo, il suo zampino lo ha messo anche nella biografia di Silver e del suo Lupo!
E sì! Ecco la prima metà della nostra copertina del #92 di Scuola di Fumetto, in corso di stampa! Proprio Lupo Alberto...
Lo troverete cartaceo a Milano a Cartoomics, siamo allo stand H42, e a Cartoomics ci sarà un intervento di Castelli ... ma ne riparleremo, o cercate sul sito della manifestazione.
Non mancate di venirci a trovare, avremo molte novità e qualche sorpresa esclusiva per la fiera!
Ogni giorno vi informeremo sulla Fiera sul nostro blog ComicOut!
Ma intanto eccoci a questo numero di SDF molto vivace e sempre attento anche all'estero. 

Per ora la metà scoperta della copertina è quella con...
 Lupo Alberto che compie 40 anni!
( e come vedete c'è pure Lukas, in arrivo alla Bonelli!)


Non potevamo mancare ai festeggiamenti del Lupo nazionale, e lo facciamo con un'intervista a Silver, che ci svela gli angoli più segreti e reconditi del suo arrivo al fumetto e della nascita del Lupo (e anche il suo presente e futuro), con disegni inediti o scomparsi, e qui vi vi diamo solo un piccolo assaggio.
Ecco, su afNews, dove trovare notizie su Lupo Alberto, che in questi giorni è in mostra a Genova, Museo Luzzati, dove inizia il suo tour per un anno di festeggiamenti!

E qui di seguito qualche estratto dall'intervista + sketch che apre il #92!

Prima del Lupo venne il Cane! Ma Silver allora si chiamava solo Guido e aveva 14 anni!

 «Ma la folgorazione definitiva, è stata quella per le strisce americane, i Peanuts in testa a tutti, ma prima ancora dei Peanuts su Linus, le prime strisce che conobbi sono state Wiz il Mago, che appariva su Il Giorno e BC che mi pare uscisse in appendice a Urania o a qualcosa di simile».

Come nasce una storia, ecco uno storyboard di Silver

«Io per Bonvi lavoravo sulle storie più ad ampio respiro, non sulle strisce, che faceva lui.  Dunque quello che ho utilizzato e maturato facendo Lupo Alberto era il mio concetto di ritmo e gag nato da ispirazione (leggasi all'inizio come "scopiazzatura") del ritmo delle strisce americane e, prima ancora, sono stato influenzato dallo slapstick dei cartoni, una comicità fisica. Uno stile che mi è rimasto appiccicato, infatti, è piuttosto quello della Warner Bross, di Chuck Jones (quello di Tom e Jerry n.d.r.) in particolare, per la mimica dei personaggi, cosa cui io ho dato importanza nelle mie strisce, quasi in modo maniacale, per rendere l'espressività di Lupo Alberto e degli altri personaggi. Ho sempre badato molto che la pupilla dovesse essere posizionata in un certo modo, e che si dilatasse, cambiasse forma e misura per descrivere diversi stati d'animo. Bado molto alle dimensioni e posizioni di occhi e pupille, anche la più impercettibile variazione del diametro o che il sopracciglio che cambia è significativa, e ho usato una cosa rara nelle strisce, il personaggio che guarda in macchina. Sono artifici che ho imparato attraverso i cartoni animati Warner, alle strisce B.C. di Johnny Art o al Pogo di Walt Kelly...Anche Krazy Kat  mi ha aiutato molto con la sua comicità surreale e lunare... la notte, è molto presente anche in Lupo Alberto (anche perché il Lupo è un predatore, agisce la notte)».
«In quelle prime strisce avevo pensato che protagonista fosse la fattoria e presentare tutti i personaggi, nella prima compare solo il gallo. Il lupo arriva nella seconda, ma in quel momento era semplicemente un predatore.A rotazione diversi animali agivano e porgevano battute.Torna in scena ancora Castelli, che era redattore, e trovò che Fattoria McKenzie fosse un nome ostico e lungo e gli parve che il lupo fosse protagonista, così io mi trovai il titolo stampato, trasformato in Lupo Alberto, senza saperlo prima.
Non è che io poi abbia cambiato lo sviluppo della storia per non tradire la titolazione, ma in effetti il lupo si prestava di più a far da mattatore. Poi si è inserito anche l'amore tra lupo e gallina, che è diventata nerbo di tutta la saga».

Anche a Schulz, ci hanno di recente svelato quelli di Fumettologica, cambiarono il nome della sua striscia, ma al contrario di Silver, che trovò azzeccato il nuovo titolo, Schulz non digerì mai il generico nome di Peanuts... gli ci si sarebbe voluto un Castelli pure a lui!

Per finire, se volete seguire le mostre dedicate al Lupo eccovi le date (alcune ancora da confermare)

IL TOUR DEI 40 ANNI

6 marzo / 21 settembre GENOVA Museo Luzzati
13 marzo / 11 maggio NAPOLI Castel dell’Ovo
28 marzo / 1 giugno MILANO WoW Spazio Fumetto
1 / 4 maggio NAPOLI ComiCon
10 / 11 maggio ALBISSOLA Comics 
10 maggio / 22 giugno MAROSTICA 
7-8 giugno ROVIGO Comics
13 giugno / 3 agosto CATANIA Borghetto Europa
12 luglio / 3 agosto FANO Cittadella del Carnevale
5 settembre / 26 ottobre CAGLIARI Hostel Marina
settembre / ottobre UDINE Visionario
31 ottobre / 3 novembre LUCCA Comics Games
novembre / dicembre TORINO Il Piccolo Cinema
12 dicembre/21 febbraio 2015 
CORREGGIO Palazzo dei Principi



venerdì 7 marzo 2014

Tadaradàn!

Non siamo ancora a primavera, ma lo sentiamo nell'aia. Dunque un po' di annunci dopo qualche settimana di silenzio e sudore...
anzi gli annunci ve li mettiamo uno alla volta, così restate in attesa. D'altra parte se nei giochi e gare in TV ci mettono mezz'ora con le musiche di ... per dirvi il nome di un vincitore, possiamo anche noi prolungare un po' le attese (nessuna allusione a cuochi, ovviamente).


A fine marzo/primi di aprile iniziano i corsi brevi di... cucina?
NO! 
di FUMETTO, ILLUSTRAZIONE, COLORAZIONE DIGITALE
Li potrete scoprire tutti  nel dettaglio QUI sul blog di A scuola di fumetto online. Potrete così informarvi anche per i corsi annuali che iniziano a ottobre, e per il corso estivo online...
ma SOPRATTUTTO...
Per un WORKSHOP frontale a VENEZIA in luglio!
Ulteriori informazioni la prossima settimana!

Nel frattempo vi omaggiamo di una video lezione su un tema complesso quale sono: disegnare i piedi
tenuta dal Grande Maestro Franco Saudelli
e la dedichiamo a tutti quelli che disegnano e che vogliono disegnare, ma anche a ai preziosi lettori e  feticisti del fumetto!



Nei prossimi giorni più informazione e scoop sul  SdF 92, in uscita tra 10 giorni! 

mercoledì 12 febbraio 2014

S.Valentino a fumetti

A diffondere da noi l'uso della festa degli innamorati non è stata  la Perugina con i suoi Baci® e nemmeno Tom Waits con Blue Valentine,  ma primo su tutti Charlie Brown...



Perché non smetterla con buonismi infiocchettati e zuccheri?
Il S. Valentino si festeggi dunque a suon di fumetti. 
L'amore è... una nuvoletta tra due vignette.
Così noi vi abbiamo proposto in questi giorni il più universale e famoso fumetto dei nostri tempi: una pacchetto Tutto-Zerocalcare, con intervista, disegni, adesivi e BORSA (e anche il prezioso Scuola di Fumetto #82, il tutto in busta personalizzata)!


Per un amore ai tempi dei blog
cliccate qui ed è fatta!

sabato 8 febbraio 2014

"FUORI CATALOGO" valentina, valentina...

S. Valentino? ComicOut offre un pacco dono. Per coppie (ma anche singoli).
Ma parlando di Valentine... oltre la MelaVerde, di Grazia Nidasio, sempre pubblicata da ComicOut, non si può dimenticare Valentina Rosselli, la splendida fotografa di Guido Crepax.

Dunque, qualche giorno prima del suo onomastico, ci piace parlare di lei... e di lui.
Fuori dalla nostra rivista (ma stimolante suggerimento), mentre a Guido Crepax vengono dedicate varie mostre (ne abbiamo viste allestite da Cart e da Nuages, tra gli altri...) e Salani ripubblica l'opera con approfondite note, ecco un bell'articolo con intervista ai figli, lo trovate completo QUI.
Estrapoliamo qualche frammento per i più pigri:
Guido Crepax family: Le storie a fumetti di nostro padre sono sempre state considerate "colte", difficili e ricche di contenuti culturali. Forse troppo per dei fumetti. Oggi più di allora il lavoro esegetico che stiamo facendo sulla sua opera ci ha portato a scoprire un bagaglio culturale sempre più ricco e vario. Ne sono una prova le ultime edizioni pubblicate da Magazzini Salani con le principali storie di Valentina arricchite da note che aiutano il lettore e hanno lo stesso valore dei contenuti speciali dei film in DVD. Molti di questi contenuti derivano direttamente dal suo background famigliare e da tutte le persone che frequentava: amici ma anche artisti, giornalisti, scrittori, fotografi, musicisti e cineasti. Umberto Eco, Bernardo Bertolucci, Dario Fo, Claudio Abbado, Emilio Tadini e Ugo Mulas tanto per fare qualche nome. Un terreno fertile nella Milano degli anni '60 e '70, per un nuovo modo di fare fumetti elevandoli a forma di arte contemporanea.




Guido Crepax family:
Bianca è come Valentina una sua creazione originale, forse quella con cui ha potuto esprimera più liberamente le sue immaginazioni e i turbamenti. Non a caso diceva che il pennino era il suo psicanalista e l'inchiostro il magma interiore, grazie al quale esprimere non solo quello che voleva dire ma anche i suoi pensieri più inconfessabili. Histoire d'O, Emmanuelle, Venere in pelliccia, rimangono, pur nella libertà della sua versione a fumetti, delle precise ricostruzioni dei romanzi originari con ambientazioni e costumi ricostruiti con estremo rigore stilistico e storico. Vivendo nella stessa casa dove lui creava e disegnava le sue storie abbiamo vissuto con estrema naturalezza i loro contenuti erotici. Le stesse cose avrebbero creato non pochi turbamenti e imbarazzi nei suoi lettori e nei suoi editori. Era timido e riservato ma al tempo stesso esibizionista e amava scandalizzare anche se poi lui stesso si è stupito di quello che aveva disegnato. 


Vi ricordiamo di consultare il nostro sito comicout.com

giovedì 6 febbraio 2014

SdF 91

Mentre siamo in frenetica lavorazione del #92, ancora qualche appunto sul numero che trovate in edicola (e fumetteria).
Uno sguardo sulla Francia è doveroso, in questi giorni post-Angoulême è anche abusato nei vari siti, noi però, in questo numero parliamo di una mostra più piccola, ma importante e ricca di stimoli, cui siamo andati a Parigi.
Il SoBD sta crescendo a vista d'occhio, da mini incontro di critica all'interno di una galleria d'arte che si appoggiava al vicino bistrot, nel dicembre 2013 si è spostata in un ampio ed elegante spazio, nel cuore della vita e dello shopping, unendo la mostra mercato, con autori in dedica, a uno spazio di critica rappresentato da una scelta ricca di volumi e da interessanti incontri internazionali, con critici e autori.

L'incontro sull’Italia era moderato da Thierry Lemaire e vedeva la partecipazione di Matteo Stefanelli, che insegna anche ad Angoulême e dell'ormai parigino Manuele Fior. Oltre a loro, uno dei francesi che più ama l’Italia e i suoi fumetti, quel Florian Rubis, collaboratore nel passato di Hugo Pratt e Moebius, reduce da un'importante mostra su Jules Verne, in Russia, dove ha esposto anche tavole del nostro grande Caprioli.

Ha presentato la situazione italiana Stefanelli, con una nota quanto mai positiva: questa edizione del Festival di Lucca, il più antico d'Europa, per la prima volta ha superato come numero ingressi il Festival di Angoulême, che è quello più visitato, superando la cifra di 230.000 biglietti staccati.




Matteo Stefanelli e Manuele Fior

Chissà se quest'anno le cifre francesi ci hanno scavalcato a loro volta...

Anche Manuele Fior, che viene da un'esperienza di viaggi e di lunghi soggiorni europei, racconta il rapporto con la Francia, suo e di molti giovani autori che abitano a Parigi, subendone ancora oggi il fascino e la "bohème".
Ma la Francia è per Fior uno sguardo particolare sul disegno, che si manifesta in vari modi, dai saloni, alle mostre, ai libri. Gli autori si sentono più stimati, apprezzati, un buon motivo non solo economico per espatriare. D'altra parte l'Italia solo di recente (con quasi un decennio di ritardo) ha trovato lo spazio editoriale per il graphic novel e dunque per un'esposizione in libreria e l'apertura a un nuovo pubblico.

Nonostante gli autori francesi lamentino una situazione di crisi, di poco interesse dei media, di vendite più basse e di molti meno titoli usciti, per un autore italiano la Francia e il suo mercato del fumetto, sono ancora spazi invidiabili, di grande qualità.

(ecco le pubblicità nei corridoi della metro)



Perché l'Italia arrivi a livelli simili, nonostante grandi passi siano stati fatti dall'editoria in questo senso, occorre un pubblico di lettori (non solo di fumetti) più ampio e forte.
La cultura va fatta mangiare col salame, diffusa, distribuita gratuitamente, spinta. 
vi ricordiamo la mostra aperta fino ad aprile, sull'immigrazione nel fumetto, al Museo della Storia dell'Immigrazione

Solo un popolo di lettori e di persone sensibilizzate alla qualità di racconti, musiche, immagini e parole, potrà anche essere un popolo che premia gli autori e i prodotti di qualità, a tutti i livelli.
E anche il fumetto.
(o pensate che dovremo chiamarlo sempre di più graphic novel, perché possa fare più strada?)