giovedì 24 luglio 2014

Una bella notizia... la legge Bacchelli applicata bene

Oggi, dopo due anni dalla richiesta e raccolta firme e documentazione (tra cui anche il nostro articolo/intervista all'autore su SdF #83) Renzo CALEGARI ha ottenuto il vitalizio attraverso la legge Bacchelli.

La legge 8 agosto 1985, n. 440 (meglio nota come Legge Bacchelli dal nome del suo ispiratore, lo scrittore italiano Riccardo Bacchelli). La norma ha istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, un fondo a favore di cittadini illustri che versino in stato di particolare necessità, i quali possono così usufruire di contributi vitalizi utili al loro sostentamento.
Requisiti per accedere all'aiuto sono la cittadinanza italiana, l'assenza di condanne penali irrevocabili, la chiara fama e meriti acquisiti nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, dell'economia, del lavoro, dello sport e nel disimpegno di pubblici uffici o di attività svolte, oltre a versare in stato di particolare necessità.
Riccardo Bacchelli, che ha dato poi nome alla legge, però non fece in tempo a usufruirne materialmente perché morì nell'ottobre del 1985, due mesi dopo l'approvazione della legge.

Ecco il curriculum del fumettista, che ufficialmente lo dimostra autore di chiara fama e arte.
Siamo lieti di questa grande notizia, per Renzo, uomo politicus e di grande onestà e umanità, oltre che disegnatore raffinatissimo e pur popolare.
Le difficoltà che possono essere legate alla terza età, mettono in evidenza quanto il mestiere di fumettista oggi, e ancor più una volta, sia aspro e non fornisca certezze.

Renzo Calegari
FUMETTISTA

Nato a Genova il 5/09/1933, è uno dei grandi maestri del fumetto italiano, un artista che ha disegnato pagine meravigliose di letteratura disegnata e che ha saputo con talento evocare epoche lontane e in particolare l'epopea del Far West.

Nel corso degli anni ha lavorato per le maggiori case editrici milanesi specializzate in pubblicazioni di fumetti legati, principalmente, ad avventure di tipo "western". Inizia a disegnare nel 1955 collaborando con lo studio Rinaldo Dami con cui realizza la famosa serie "El Kid" e "I tre Bill", prestando successivamente il suo talento artistico a Gianluigi Bonelli realizzando "Big Davy".


La sua vera consacrazione a maestro del fumetto arriva con la lunga saga la "Storia del West" sulla famiglia MacDonald all'epoca dei coloni statunitensi. Dopo una parentesi di inattività fumettistica per dedicarsi alla politica, egli torna all'amato West realizzando "Welcome to Sprinville", un miniserie scritta da Giancarlo Berard per Skorpio. Altre sue collaborazioni si hanno con l'Orient Exspress e con "Il Giornalino", settimanale per cui realizza la serie "Boone" e "Gente di Frontiera". Ha, inoltre, realizzato per TEX "La ballata di Zeke Colter", apparsa su l'Almanacco del West del 1994 e nell'estate del 2007 "Bandidos".

Ci piace dunque ricordare qui un brano dall'articolo che gli dedicammo, in un bellissimo incontro a Genova, durante SMACK! la fiera del fumetto.

Caniff resta il suo maestro?
Sì, ho imparato a conoscerlo prima e anche durante il fascismo quando erano proibiti i fumetti americani, però sugli Albi Juventus nell’intercopertina pubblicavano Sui mari della Cina. Io vedevo quei disegni lì e mi affascinavano…

Ah, quindi lo pubblicavano lo stesso?
Sì ma non era firmato. Soltanto dopo venni a capire finalmente che si trattava di Terry e i pirati. Avevo sei o sette anni ma mi aveva già colpito, Caniff mi ha marchiato. Poi ho provato anche a imitarlo, come tutti, ognuno lo faceva poi con un proprio stile… adesso ormai si può dire che sono imparentato con la scopa… come si dice “non star sempre a lava’ in terra”, ho raccolto di tutto, come ispirazioni… e a forza di mischiare le cose è venuto fuori un ibrido che forse è uno stile.

Beh, nonostante copie e ispirazioni il suo segno è inconfondibile e molto plastico, diverso dalla maggior parte dei fumetti…
Sì, devo dire che io mi rifaccio molto anche alle illustrazioni a cavallo dell’Ottocento, mi piace molto. Mi rendo conto che a volte però c’è il limite di mettere troppa carne al fuoco.

In che formato lavora, con un segno così ricco?
Abbastanza grande. La vignetta sempre di 12-13 centimetri di altezza, perché nel piccolo non ci riesco…
Ho bisogno di avere spazio, anche perché poi tendo a mettere tanta roba e a volte dovrei prendere la biacca e levarcene un po’, ma non ho quel coraggio.

Come processo creativo, fa prima tutta la matita e poi tutta la china? E quanto ci mette?
No, vado a pezzetti, ogni vignetta, anche la vignetta ne faccio una parte e la inchiostro e così via… Finché non coagula vado a ramazzare, a rivedere…
Con la storia del West , quando lavoravo con D’Antonio a casa mia o a casa sua, facevamo a pezzi, un po’ per uno, alla fine non riuscivamo a distinguerle poi, nella stessa pagina e perfino vignetta c’erano le due mani.
I tempi dipende tanto dalla giornata, dal tempo e in qualche modo, da quando sono tornato da Milano, ho avuto la politica che mi ha sempre sbranato, sempre qualcosa da fare, qualche stabilimento da andare la mattina a sobillare…

Il suo segno è sempre oltre che bello anche molto efficace per il racconto.
Sono anche abbastanza soddisfatto, mentirei se dicessi di no. Ma sono un po’ stanco adesso…
Il problema è anche che passano gli anni insomma, gli entusiasmi giovanili ormai non li ricordo neanche più. È dal ’54 che faccio questo lavoro, avevo 21 anni…

...

Quindi grande libertà al «Giornalino» in quel periodo?
Sì, per loro feci parecchie storie… Le Quattro Piume, ispirata a quello che fu il primo film a colori nel dopo la guerra in Italia. Nessuno si preoccupa mai di come è stato scoperto il Nord America! da francesi, inglesi, scozzesi, a piedi e commerciando pellicce… E così feci America! America! Fu un italiano, Beltrami che ha scoperto le fonti del Mississippi. Queste cose mi piacciono, mi piace il punto di vista storico.

E come inserisce poi il punto di vista storico in un’avventura?
Beh poi ci si trova sempre qualcosa da raccontare di divertente nella storia… intanto questo Beltrami era uno strano: sembra che i due indiani che andavano con lui lo lasciarono perché era troppo maleducato! Oppure in occasione del cinquantesimo della resistenza mi permisero di fare la storia della Resistenza vista da me, che sono un vecchio comunista, ma con un minimo di rispetto per quelli che l’hanno fatta che fossero o non fossero della mia idea. Quindi feci Galimberti, Dante di Nanni e Don Bobbio di Chiavari che fu fucilato, seguendo tre filoni: un comunista, un democratico liberale e un cattolico. Poi feci un’altra storia ambientata a metà tra Otto e Novecento intitolata River Crossing, la storia di una famiglia che ha un traghetto sul Mississippi. L’idea viene da un romanzo di Faulkner intitolato L’Orso, in cui c’è questo orso che tormenta tutti i contadini, però alla fine poi, quando decidono di ucciderlo, a loro stessi dispiace perché dicono “E adesso cosa facciamo l’estate ventura?”.
A me piace molto ridurre in qualche modo certi film che mi hanno affascinato. Per esempio un vecchio film sul rodeo con Robert Mitchum che s’intitolava Il Temerario, Robert Mitchum che mi aveva affascinato, a un certo punto gli chiedevano “Ma tu cosa hai combinato nella vita?”, e rispondeva “Ho speso migliaia di dollari e ho arricchito migliaia di baristi”. Vale la pena! (ride) Ma non ho potuto mettere questa frase nel fumetto…
Ecco, mi piace rubacchiare qua e là e aggiungere quel poco che può far diventare una nuova storia a fumetti…


a presto Renzo, nuove avventure e magari una nuova intervista!

mercoledì 23 luglio 2014

Saranno Famosi

Vi ricordate? Abbiamo cominciato qualche tempo fa a parlare dei nostri esordienti. Cioè di quei giovani autori che, nei 13 anni dei vita della rivista hanno esordito nelle sue ultime pagine.
La presenza di autori del tutto "vergini" alla pubblicazione è stata una caratteristica importante di «Scuola di Fumetto» e coerente col nome della testata.
Normalmente non dovevano aver mai pubblicato, se non in autoproduzioni veramente autoprodotte.

Abbiamo visto come la maggior parte di loro sia diventata poi professionista, e spesso con notevole successo. Tra gli altri abbiamo parlato di recente di Michele Benevento, che è autore di punta in Lukas ed esordì nel #15, e di Alessandro Baronciani (già sul #5).
Oggi vogliamo ricordare Valeriano Elfodiluce sul #7, che già pubblicava sul suo blog a fumetti e che oggi ha un blog di tematica omosessuale e sempre attento al fumetto. Un blog piuttosto adulto, ma i suoi disegni, decisamente con tematiche erotiche, hanno però un bel segno ironico:
Ma ancora più esordiente, giovanissima e sconosciuta e oggi autrice ben nota e con una sua linea precisa, è Mabel Morri, sul #8.
Oggi la trovate così sul suo BLOG ... è stata edita da Kappa edizioni ed è l'unica fumettista ad aver affrescato una chiesa!


ma se cercaste sul numero 8 trovereste questa storia e vedreste che era già bravissima :)




Pubblicare su «Scuola di Fumetto» porta bene? O noi abbiamo l'occhio lungo per chi è bravo...
In ogni caso ci fa piacere continuare a proporre nuovi esordienti, tutti di stili e generi di fumetto diversi.

DUNQUE ASPIRANTI O GIOVANI AUTORI FATEVI SOTTO, pubblichiamo  3 o 4 pagine di fumetto autoconcluso, come vetrina e prova d'autore, solo 1 volta per ogni autore.
E non si dica che «Scuola di Fumetto» non prepara alla professione :)

Il fumetto è un'arte che si impara, noi la mostriamo nelle sue varie sfaccettature sulla nostra rivista, la insegniamo nella nostra SCUOLA DI FUMETTO ONLINE (assieme a sceneggiatura,  illustrazione, colorazione a photoshop...) le cui ISCRIZIONI sono aperte in questi giorni.
Il fumetto ci piace e ci piace che nascano nuovi autori: aiutateci diventandolo!

giovedì 17 luglio 2014

a Rimini Comix con Alfredo Castelli

Tra i tanti autori presenti a Rimini Comix, speriamo si aggiri al nostro stand, nella tensostruttura, anche Alfredo Castelli, assieme al quali due anni fa comprammo oggetti Steam Punk

Ecco cosa presenterà a questo Festival il BVZA



una storia bellissima e bellissimamente disegnata da Aldo Di Gennaro

e che cosa cosa scrisse per il nostro Dottor Oss scopritelo venendo a trovarci
Verne + Nidasio + Milani!


mercoledì 16 luglio 2014

Da domani a RIMINI(comix)

Ci siamo!
Domattina si parte per Rimini Comix con l'auto carica di libri, di Scuola di Fumetto (anche il #93) e pure i costumi da bagno, ovviamente!
Tutte le info QUI

E sì, perché andare a Rimini Comix è la sola volta che possiamo unire lavoro e vacanza.
Ecco la nostra giornata tipo:
h. 9 
Al mattino, magari con gli occhi un po' cisposi per essere andati a letto tardi, sole e mare 
h. 11
(tra l'altro Laura Scarpa si aggirerà tra i disegnatori che fanno disegni sulla spiaggia, come ogni anno). 
h. 13
Pranzetto di pesce, pausa rilassante e poi...
h. 15.30
VENERDI' ci trovate anche al corso di fumetto. La prima lezione infatti sarà tenuta da Laura Scarpa, docente da tanti anni, autrice, editor e fondatrice della nostra Scuola di Fumetto online!
Chi meglio di lei potrà farvi fare un fumetto in 2 ore e mezza? Anche se non sapete disegnare! 
poche ore fumetto creativo: TUTTI AUTORI!
Il Workshop prosegue nel weekend, affrontando le tecniche base del disegno e della sceneggiatura, con gli autori De Fabritiis e Baggio.
Qui sotto tutte le info.

STAGE SUL FUMETTO ALLA PALAZZINA ROMA
Palazzina Roma
adiacente alla tensostruttura di RIMINICOMIX
STAGE SUL FUMETTO
(solo su prenotazione)
18/19/20 luglio • ore 15.30/17.00
Il fumetto è come imparare a nuotare: se impari, non lo scordi più. A Riminicomix, a due passi dal mare, lo si può fare divertendosi! Seguire lo stage di fumetto guidato da Laura Scarpa, Fabrizio De Fabritiis e Luca Baggio è un po’ come tuffarsi in questo linguaggio e – bracciata dopo bracciata – avanzare verso la meta: realizzare una storia. Nel corso di tre giorni, nella confortevole location della Palazzina Roma, vengono esaminate passo dopo passo le varie fasi: la scintilla di partenza, l’idea, il soggetto, la sceneggiatura, il disegno. Ai partecipanti, Riminicomix fornisce anche il materiale necessario (carta, penne, matite, gomme, ecc) per svolgere le esercitazioni. E imparare a nuotare, pardon a fumettare!
L'iscrizione allo stage ha un costo di 10 euro a persona. Per iscriversi, bisogna prenotarsi scrivendo a cartoonkina@gmail.com oppure telefonando al 366-7163132. Per ciascun iscritto occorre fornire nome, cognome, data di nascita, numero di cellulare e numero di telefono fisso (se l'iscritto è minorenne, il numero di telefono dev'essere quello del genitore o di chi ne fa le veci).

E POI VIENE LA SERA!!!!
E qui vi voglio!
h.17
Per 4 sere siamo lì, assieme a editori, collezionisti, manga-esperti, tutti a offrirvi libri, riviste e gadget.
Siamo belli, e ci troverete facilmente, seguendo la mappa. 



h.19
Offriamo da bere sabato all'ora dell'aperitivo, offriamo chiacchiere e consigli ad appassionati, lettori e aspiranti autori... e sconti sui volumi.
h, 20   21 (alle 21 ci vedrete a sgranocchiare una piadina, si sa, Rimini è anche questo...)


h. 22    23 ...
DONG!

h.00
DNG DONG DONG...
Come Cenerentole a mezzanotte chiudiamo e ce ne scappiamo, chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato.
h.00,30
Noi rientriamo assieme a un ghiacciolo artigianale pronti per una notte di riposo e una nuova giornata riminense.
Non mancate: allo Stand Scuola di Fumetto - ComicOut trovate la nostra produzione e altre sorprese (non per nulla siamo un'associazione culturale per la diffusione del fumetto)   a presto! 

lunedì 14 luglio 2014

#93 - Angelo Stano, prima e dopo Dylan Dog

Questo numero ricco e vario, come avrete già notato se lo avete tra le mani o solo scorrendo il sommario, ha un corposo sketch-book dedicato ad Angelo Stano. Copertinista di Dylan Dog e disegnatore, nonché talvolta autore di tante storie, presentiamo in questo numero le sue copertine che hanno cambiato quest'anno, la linea editoriale per portarci al Dylan Dog di settembre che presenterà tante svolte e rinnovamenti.
Oggi Angelo Stano disegna tutto al computer, sulla Cintiq, e dunque i suoi bozzetti sono virtuali, così come poi le chine e i colori.
Eccone un paio di esempi, tra quelli che troverete nella rivista.



Virtuale, cioè digitale, ma sempre con la sensibilità della mano d'artista, ecco anche le prime immagini di una nuova storia, scritta da Mauro Boselli, che ci porta lontano dalla Londra d'oggi, in America, alla fine del 700, periodo tanto caro a Pratt, di cui Angelo Stano è allievo ideale. Un piccolissimo assaggio qui, più corposo su SdF... ma ancora molto sospeso, per poterci sorprendere all'uscita, in cui anche la casa editrice BAO è coinvolta.



Se oggi Angelo è dedito al digitale, che gli permette di lavorare senza dover cancellare matite o correggere con bianchetto, il suo segno riporta al video il gusto della carta.
I primi lavori in digitale di questo autore risalgono a una dozzina di anni fa.. eccone un esempio, un'illustrazione sul tema della droga, che vedeva promotore l'Indagatore dell'Incubo, disegno che pubblicammo proprio sul n.1 si Scuola di Fumetto, nel giugno 2002.

Su quello stesso numero pubblicammo anche dei disegni dai carnet de voyages, e degli studi che Stano faceva, usando il fermo immagine dei film a video, per "rubare" gesti, posizioni, movimenti e inquadrature.




Una grande lezione di disegno, che passiamo agli aspiranti autori e ai nostri allievi della  Scuola di Fumetto-online. Osservare la realtà e studiarla è la via migliore per raccontarla, quale sia il disegno o le parole che utilizziamo per farlo.

Ma tornando a SdF #93 ancora un piccolo scoop: 3 splendide tavole da un fumetto inedito, che era su testi di Renato Queirolo e di tema fantascientifico alla Blade Runner, scritte proprio quando iniziava l'avventura di Dylan Dog, hanno circa 30 anni ma non li dimostrano, chissà che cosa avrebbe potuto raccontarci di più...

Anche Fumettologica ha dedicato uno spazio al nostro Stano e al suo Dylan, ma se lo volete su carta, trovate Scuola di Fumetto in edicola e fumetteria.
Inoltre potrete trovarci da giovedì a domenica a Rimini Comix.

Un'estate da fumetto a tutti voi! E a presto.

martedì 8 luglio 2014

concorsi per vignettisti

SPIRITO DIVINO è un concorso storico e interessante... se non ci accusate di alcolismo ;)
Sì, il tema è il vino e si vincono bottiglie... che dire? Forse meglio sconsigliarlo ai minorenni.
Diciamolo subito, un buon bicchiere di vino è gusto, e ben lontano dall'ubriacatura, che però è un rischio alle porte.
Perciò che lo spirito sia divino più che di vino, e possa darvi ispirazione per pensare una vignetta originale e bella.

Info qui qui
15° edizione del Concorso Internazionale Spirito di Vino, organizzato da Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia.
Anche quest'anno i partecipanti saranno divisi in due sezioni: la prima riservata ai vignettisti dai 18 ai 35 anni d'età e la seconda destinata ad artisti che hanno superato i 36 anni d'età.
Opere su carta o in digitale.

Il Concorso ha preso il via in occasione di Cantine Aperte, il 25 maggio scorso, e prevede la possibilità di inviare fino a un massimo di tre opere satiriche sul tema del vino entro il 31 agosto 2014. Le premiazioni avranno luogo a Udine il 13 settembre 2014 in occasione di Friuli DOC, l'appuntamento annuale con l'enogastronomia della Regione Friuli Venezia Giulia.                        


A presto con altre notizie da parte nostra, di Scuola di Fumetto e dei nostri corsi online.

lunedì 7 luglio 2014

Mal d'Africa, e un fumetto in arrivo - SdF #93

Su SdF #93 abbiamo incontrato Gianfranco Manfredi, e il suo prossimo personaggio, Adam Wild.
Gianfranco non è solo sceneggiatore, ma ha scelto i suoi disgenatori, torvandone anche di nuovi e di inediti in Italia...

Oltre che creatore e sceneggiatore, sembri essere anche curatore per Adam Wild, nel senso che, diversamente dal solito, hai scelto tu tutti i disegnatori. È anche questo un cambiamento all’interno della casa editrice o c’è qualche particolare motivo in questa scelta?
Credo semplicemente che ormai avevo sufficiente esperienza per accollarmi anche questo compito. E se in casa editrice si sono fidati, vuol dire che lo pensavano pure loro. 

Che “tratto” hai richiesto ai tuoi disegnatori? Hai cercato un disegno classico e ben fatto, narrativo e documentato o hai chiesto un particolare taglio espressivo? I primi disegni che sono trapelati ricordano in un certo modo la collana “Un uomo, un’avventura”, che proprio all’Africa aveva dedicato i suoi primi tre numeri. È solo una suggestione data dall’ambientazione?
Ho scelto disegnatori dallo stile molto personale, in qualche caso anche piuttosto stravagante, e altri più rispettosi, ma per spontanea inclinazione, dei tradizionali canoni bonelliani, che sono più familiari ai lettori. Sono necessari entrambi per dare equilibrio a una serie. La prova da superare per tutti? Gli animali. Non potevano assolutamente essere disneyani. Perché non è quella l’Africa che stavamo raccontando. Siccome è difficilissimo disegnare bene gli animali, li ho messi in scena un po’ per volta distribuendoli tra i disegnatori. A uno sono toccati i leoni come protagonisti, a un altro le giraffe eccetera. Non volevo che la serie sembrasse uno zoo con animali assortiti sempre presenti e tutti insieme come figuranti di comodo da tenere di sfondo. Qui gli animali sono trattati da protagonisti. E credo che questo sia anche realistico. Quando andai in safari, mi resi conto che in aperta savana, gli animali non li vedi proprio, li devi andare a cercare, non li trovi tutti insieme. Gli spazi sono a perdita d’occhio. Le cartoline per turisti sono un conto, l’Africa vera è un’altra cosa. 

Un fumetto ambientato in terra straniera fatto da mani straniere. Come stanno andando queste collaborazioni con artisti internazionali?

Ho potuto avvalermene sempre di più, perché Magico Vento è stato pubblicato in molti Paesi e quindi molti disegnatori stranieri hanno potuto conoscerlo. Così, quando mi sono rivolto a loro, già sapevano chi ero e cosa facevo. Questo mi ha molto aiutato. Visto che adesso Magico Vento esce anche negli States, spero in futuro di poter collaborare con qualche disegnatore americano. Il fumetto oggi è internazionale. Se si ragiona ancora con la logica dei mercati nazionali, non si va da nessuna parte. 

Ecco perché troverete molte immagini e nuovi nomi, in questa intervista...
qui ne pubblichiamo un piccolo assaggio...
l'Amina vista da Darko
Una tavola di Laci




Ma anche due preview di Matteo Bussola, per un numero che vedremo tra quasi due anni...



E infine un disegno particolare, che è all'origine, se vogliamo, di tutto il progetto.

Lasciamo la parola a Manfredi:

L’origine di AW è molto più personale. Mio padre è stato per sei anni prigioniero in un POW, un campo di lavoro inglese in Kenia e ha lavorato con gli altri prigionieri italiani alla costruzione del Masai Mara. Era un pittore. Sono cresciuto in mezzo a quadri di ambientazione africana e questo non poteva non influenzarmi profondamente. Da grande, sono andato a fare un safari tra Kenia e Tanzania (non di caccia, turistico) e l’incontro con gli animali è stato per me fulminante. 

Ecco un disegno del padre :

Le immagini possono raccontare molto. Chi ama o fa fumetti lo sa.

domenica 6 luglio 2014

à Paris à Paris...

Dal 4 ottobre una gita nella capitale francese andrebbe fatta... sì perché approda una mostra importante, che arriva dal Giappone (e nessuno la porta in Italia?).
Qui le notizie.
Qui immagini che vi danno gli indizi...

ebbene...
sì!



Una mega mostra 30 anni di disegni dello Studio Ghibli attraverso 1300 layout (tutti disegni originali) dei film prodotti dallo studio Ghibli, che in questo periodo ha compiuto 29 anni, ma per un giapponese ne compie 30! (infatti è entrato nel 30esimo anno). La prima mostra di questo livello in Europa.

Auguri Ghibli, che un buon vento ti porti sempre avanti!

venerdì 4 luglio 2014

Il nuovo libro di Zerocalcare

Qualche giorno fa siamo andati a Parco Bolivar a Roma, dove si sta svolgendo iFest, una cosa nuova che rappresenta bene quanto i romani sono stufi della vecchia estate romana.
Per inaugurare con una bomba, c'era Zerocalcare e il suo nuovo libro, di cui ha parlato molto senza scendere nei dettagli.
Non è stato rilevato nulla che già non sapessimo, ma, udite udite, ha mostrato delle tavole.
Ecco un paio di foto antispoiler:



Michele merita sempre rispetto. Non perché fa ridere o perché ha successo, ma per l'impegno che mette nel lavorare con onestà intellettuale. È sempre il primo a parlare dei suoi difetti o dei suoi sbagli. 
In questa occasione ha cercato di mettere in prospettiva i suoi libri precedenti, in particolar modo Dodici. Ha sottolineato senza nessuna velleità la sua voglia di sperimentare e cercare la sua dimensione senza farla pagare ai lettore.
L'unica preoccupazione è questa: più lui si mostra disponibile al dialogo, attento ai bisogni e sincero, più i suoi lettori e i suoi detrattori vorranno che lui sia ancora più disponibile attento e sincero. E non è scritto da nessuna parte che non faccia già il massimo e che ne abbia le forze per sempre.

Scendendo nello specifico: mi è sembrato di vedere un passo avanti nei disegni del nuovo libro. Mi è sembrato di intravedere una volontà di utilizzare il segno non solo per iconizzare i concetti, ma per trasmettere emozioni. Mi sono sembrate tavole costruite in maniera più tradizionale e più ponderata rispetto al Polpo alla gola, una maggior padronanza rispetto a Dodici. Un fumetto più fumetto delle strisce del web. Forse perché, come ci ha detto, questa è una storia privata e familiare cui tiene da molti anni, ed è arrivato il momento di raccontarla.
Ma, sottolineo, sono tutti "mi sembra", perché non è assolutamente il contesto per dare dei giudizi. È presto, ma Lucca sta arrivando. e roveremo il libro completo.

Intanto un inizio di Lucca Comics c'è a Roma oggi e domani alle Cappanelle, e ci trovate lì, allo stand 33 e 34 con i nostri libri e SdF 93.





martedì 1 luglio 2014

SDF #93 - DIO ci salvi!

Un tema scottante e delicato, questo mese, almeno per alcuni.

Il fumetto in questi ultimi tempi parla molto di dio e la religione cristiana è in prima linea in fumetti di satira, critica, o anche di semplice comicità assurda, Gesù in testa...
Che cosa sta succedendo?
Qualche anno fa le vignette su Maometto hanno creato problemi a chi le faceva, oggi anche Maometto a fumetti (non in satira, ma certo non in modo troppo riverente) è protagonista di una striscia stabile, assieme a Gesù. Mentre Cristo è un simpatico adolescente che divide l'appartamento con Budda in un fumetto giapponese. 
In Italia è il cristianesimo e il cattolicesimo che attirano strali.
Da molti anni La Rosa, che non ha in questo tema il suo unico interesse, ma che si firma con un triangolo e il nome di Dio su twitter, ha trovato molti "fedeli".


Come hai costruito il tuo personaggio di Dio, quanto blasfemo e quanto invece basato su verità cristiane? 
La blasfemia fine a se stessa non serve a niente... non per quello che voglio fare io. Io voglio far riflettere il credente... fargli capire le contraddizioni in cui crede. Bestemmiare o essere volgare, se si vuole essere anticlericali, non serve a niente (anzi: se bestemmi rafforzi la fede del credente). Di certo non voglio far diventare ateo nessuno. Poi, ovvio, alcune strisce sono fini a se stesse e non hanno nessuna velleità.

Il grande successo che è diventato un caso, parte da facebook e arriva su carta, si chiama Jenus e lo firma Don Alemanno, un sardo deciso a scalare molte vette e vari linguaggi, un performer del fumetto più che un autore. 
Don Alemanno fotografato da Sal Tascioni ©  al Napoli Comicon

Alle fiere code di fan, esibizioni e vendite (anche in libreria, ovviamente). Tanto che il suo editore, Magic Press, ha ceduto il suo ultimo volume alle potenti forze di Mondadori. E già il tema cambia e si evolve.
Che cosa sta succedendo? Il fumetto affronta il divino, e da noi lo fa con disegni semplici, dal super-naif La Rosa, al simple-manga Don Alemanno. Il segno come supporto a idee, battute, il segno come marchio più che come disegno.
Importante e interessante, la vignetta e la strip sono spesso state così, la semplicità può contenere forza di comunicazione e diffusione.
Volete saperne di più? Trovate ricche interviste su questo numero di «Scuola di Fumetto» e molte informazioni su altri fumetti che affrontano Dio, con ironia, ma anche molta attenzione e filosofia.
Ecco intanto che cosa ci dice Don Alemanno...

La prima domanda d’obbligo (che tanti si pongono): ma per caso sei un sacerdote?
Lasciamo girare le voci, è bello che si creino dei miti, delle leggende metropolitane sul personaggio... le dicerie possono essere positive. Perciò se mi chiedono se sono un prete io rispondo di sì (mentre palesemente Don Alemanno non è proprio prete, n.d.r.). Chi sono io per andare contro le credenze popolari? Alcuni mi hanno scritto nella pagina Facebook: lei che è un uomo di chiesa, perché non fa le cose della chiesa e smette di fare queste cavolate?

E hanno ragione, perché io faccio delle scemate… e lascio che le dicerie circolino.

E il nome di Jenus, sembra abbastanza evidente, ma dicci tu come è nato?
È ovviamente una storpiatura di Jesus, ho immaginato che avvenisse una trasformazione di Gesù come lo conosciamo noi, come per il principe Adam negli He-Man.
Quando si trova in una situazione di forte stress, come succede a Hulk, si trasforma in un personaggio fortissimo. È un Gesù trasformato.

È piuttosto diffusa ai nostri giorni l’interazione dei personaggi di alcuni fumetti, con quelli “storici” di film e anime, a partire da Rat-Man direi. Inoltre hai notato che è un periodo in cui ci sono varie presenze di Dio e di Cristo nei fumetti? Anche un fumetto giapponese ha Cristo e Budda come protagonisti. 
E in Inghilterra c’è Jesus e Mo, pensa che scompiglio può aver creato questa cosa su Maometto, non tanto tra i mussulmani, che se ne sono abbastanza fregati, ma tra tutti quelli che pensavano che i mussulmani se la sarebbero presa. I più preoccupati erano gli altri... 

In ogni caso è particolare questa presenza del divino nel fumetto, direi che hanno iniziato i nordamericani, prima utilizzando i miti greci e altre mitologie, poi gli dèi e il dio cristiano. Anche in Preacher, che non era un fumetto di satira...
Noi conosciamo solo questo elemento divino, perché a questo siamo stati educati. Ma la cultura del resto del mondo, soprattutto quella asiatica, parla di dèi e demoni: se ricordi Shutendoji, avevamo figure di demoni e orchi fuse tra loro. Il concetto di demone che abbiamo noi, come contrapposto al bene, è una trasformazione di figure come Baal, divinità sumero-accadiche, che poi si sono trasformate, anche in una parte della cultura ebraica. Poi i cattolici ne hanno fatto i diavoli che conosciamo oggi, baal-zebù, baal-fagor ecc. Se parli con un rabbino e chiedi se nel testo ebraico si parla mai di Satana, ti dirà che non esiste il termine satan, che vuol dire semplicemente il contendente in una diatriba soprattutto di stampo giudiziario.

Dunque non ci resta che ricordare la storica pubblicità di jeans che fece scalpore nel 1971 (la "prima volta" che Oliviero Toscani sollevò un polverone):


In edicola da oggi (e giorni successivi), a Roma ci trovate venerdì e sabato alla sera alle Capannelle per il Tour di Lucca Comics. Stand 33-34 con questo numero fresco di stampa e tante novità e arretrati :) oltre che sabato La musica del segno, incontro visivo con Laura Scarpa.