domenica 26 novembre 2006

CHIEDI CHI ERA DINO LEONETTI!


Il 24 ottobre scorso è morto a Roma un signore elegante, quasi un antico senatore romano, uno scenografo di cinema, un disegnatore di fumetti e soprattutto un Maestro per vocazione. Era nato nel ’37 a Roma, si era diplomato all’Accademia in Scenografia e iniziò a lavorare nel cinema e nel fumetto nei primi anni ’60. Sono del 1962 alcune storie italiane di Mandrake e dell’Uomo Mascherato, tra i primi fumetti neri italiani disegnò Fantasm e Demoniak con Franco Verola, per lo Studio Giolitti disegnò Dick Turpin e Trelawney of the Guards. Nel 1968 è lo scenografo degli Atti degli Apostoli di Renzo Rossellini, nel 1972 firma le scenografie del Mio nome è Nessuno di Tonino Valerii. Poi torna al fumetto e nel 1974 crea Maghella per il settimanale satirico Menelik della Tattilo sui testi di Furio Arrasich. Per il CorrierBoy realizza Flower e Marshall Jim. Fonda lo Studio Leonetti e quasi smette di disegnare per insegnare: si circonda sempre di giovani e tutti ricordano il suo studio come un luogo piacevole di lavoro e di apprendimento, di filosofia quotidiana e di cazzeggio colto sull’arte, sul mondo, sul cinema, sul disegno, sulle donne e sui grandi quesiti dell’esistenza. A Dino Leonetti piaceva lavorare in gruppo e all’ora di pranzo portare tutti in trattoria. Dal 1979 al 1983 ha tenuto un suo corso di disegno per il fumetto presso il Laboratorio del Fumetto di Roma il cui Archivio conserva ancora le registrazioni delle migliori lezioni. Era uno dei rarissimi disegnatori di fumetti con cui si poteva parlare del bianco e nero di Alex Toth ma anche dello chansonnier Georges Brassens. Nello Studio di Dino sono passati decine e decine di disegnatori che oggi sono tra i migliori autori italiani, sarebbe bello che ognuno lasciasse sul nostro blog una testimonianza e un ricordo, un episodio esilarante (ma ci sono stati anche quelli drammatici) capitato nello studio con Leonetti in Via Aventina, tra la casa di Manuel De Sica che suonava sempre il pianoforte e quella di Carmelo Bene da cui uscivano a ogni ora del giorno e della notte le urla belluine delle sue liti con le donne.
Francesco Coniglio

15 commenti:

mauro laurenti ha detto...

Dino Leonetti ha lasciato un gran vuoto nel mio cuore.
Ciao Dino...ci mancherai.
Mauro Laurenti

Maurizio ha detto...

Dino è stato colui che mi ha accolto con ironia e leggerezza nel suo studio all'inizio della mia cariera,ha saputo rassicurarmi e orientarmi nella miriade di incertezze che attanagliano chi inizia a lavorare .Di lui ho sempre pensato fosse un vero signore ,sia nei modi che nell'animo;un vero gentleman.
Lo ricordo quando io e Giggino Siniscalchi , a Parigi e lo vedemmo arrivare dagli champs èlisès e colto di sorpresa per quell'imprevisto incontro , ci sfoderò un sorriso degno del più affettuoso dei genitori.Credo che per lui fossimo tutti dei figli partiti via per fare la loro vita lontano da casa.
Inutile dire che mi mancherà.

Maurizio Di Vincenzo

massimo ha detto...

Molti di noi che fanno questo mestiere devono molto a Dino e al suo studio. Lo ricordo come un padre rigido ma affettuoso. Ciao Dino, grazie di tutto.

Massimo Carnevale

Luigi Siniscalchi ha detto...

Non posso fare altro che ricordarlo con grande affetto e stima;qualche volta ci siamo incrociati (come racconta anche Maurizio nel suo tributo) e lo ricordo soprattutto per i tanti aneddoti del Vannini, che conservava una sua foto degli anni '70 (era alla guida di una Citroen Ds), così come si fa di un'amico lontano o di uno zio. Da quello che ho capito era un vero gentle-man di altri tempi, con un gran senso dell'umorismo.
Ciao Mister Leonetti!

RRobe ha detto...

Per un anno sono stato un suo allievo e lo ricordo con estremo affetto.
Un signore d'altri tempi che aveva fatto tanto ma che diceva di averlo fatto con poco (ma non era per nulla vero).
Ciao Dino.

fabrizio e claudia ha detto...

Dino era un uomo dallo sguardo pacato e buono, capace nelle sue conversazioni, di spaziare traversalmente a 360 gradi senza mai sentirsi depositario di Verità assolute. rapiva l'interlocutore con parole semplici ed affettuose.Un uomo d'altri tempi,
una grande persona in pace perenne ed armonica con sè stesso e gli altri.
ciao bello, ci manchi
fabrizio e claudia

jluc, parker033 ha detto...

Sono francesi, allora lo scusate per i difetti.
Ho conosciuto Dino Leonetti come disegnatore di fumetti, ma non
personalmente.
Gradivo molto il suo modo di disegnare le donne e articolarmente Maghella.
In France Maghella è molto apprezzato ed il suo disegnatore molto rispettato.
Mancherà a tutti.
Arrivederci signore...au revoir monsieur.

Anonimo ha detto...

Ciao Dino, arrivo con un po' di ritardo e così mi unisco ai commenti postati sopra.
Ti ricordo con grande affetto così come ricordo il giorno che ci siamo conosciuti. Ero piuttosto agitato e tu mi hai accolto con un calore e una cordialità inaspettati. Venire al tuo studio era il momento più bello della mia giornata e quel tempo mi manca, ora che so che non ci sei più.
Arrivederci Dino.

Stefano Andreucci

Roberta ha detto...

Ciao mio caro ed unico prefessore!!
Mi manchi tanto, ci manchi tanto... Spero di riuscire a ricreare l'atmosfera piacevole e serena che si respirava nel mitico studio Leonetti in via Costantino! Grazie di cuore mio prof!!!

Roberta

claudio trinca ha detto...

sono passati due anni ormai e Dino manca a tutti...
Alessandro, Roberta e Franco portano avanti la sua eredità artistica con grande impegno e serietà... e anche del buon sano cazzeggio
Nel mio piccolo spero di poter continuare a dare il mio contributo
Ciao Maestro!
Claudio

Anonimo ha detto...

molto intiresno, grazie

Anonimo ha detto...

good start

Luca Russo ha detto...

sabato 20 agosto 2011

L'ho saputo solo ieri... 5 anni dopo.
Qualche mese fa provai a telefonargli, allo studio, il telefono squillava, squillava...
Ho letto la notizia sul web, sul sito di "Scuola di fumetto". Nel post Francesco Coniglio scrive:
"Nello studio di Dino sono passati decine di disegnatori... sarebbe bello che ognuno lasciasse sul nostro blog una testimonianza e un ricordo..."
Non credo di riuscirci, non credo di poter comunicare la meravigliosa atmosfera che avvolgeva lo "Studio Leonetti", la grande cortesia e il rispetto che Dino comunicava a chiunque, ragazzini alle prime armi o professionisti navigati. Non credo di poter comunicare ciò che provò l' allora ragazzino che ero, nel trovarsi nello studio di un gentiluomo, pieno di esperienza, pieno di umiltà.

...ma voglio provarci lo stesso.

Il suo studio si trovava in un grande palazzo che dava su un gigantesco cortile pieno di brecciolino; ricordo il tipico suono delle scarpe da ginnastica mentre lo attraversavo, citofonavo e dopo un po:

D: Chi é?
L: Sono Luca, Dino!
D: Ciao bello, sali!

Arrivavo davanti la porta dello Studio - lasciata accostata - sul campanello la scritta portava il nome di suo padre medico - entravo. La voce di Dino proveniente da un'altra stanza mi diceva: "Entra, Entra!" Un lungo corridoio zeppo di fumetti d'epoca, il tipico odore di carta ingiallita, tavole originali e stampe riempivano le pareti, poi la sua stanza.
Dino sedeva su una gigantesca poltrona dietro un pesante tavolo di legno. Dietro di lui un altrettanto pesante mobile d'altri tempi colmo di riviste. Sul tavolo una miriade di fogli, tavole a fumetti, pennelli dalle punte smunte, pennelli di martora adatti per l'inchiostrazione (collaboratori di tante pagine a fumetti), pennarelli, matite...
Sulla sua destra l'ennesima libreria stracarica di fumetti, molti dei quali in lingua francese. Su una parete un disegnatore catturava il tipico sorriso di Dino, su un'altra un dipinto ne rubava l'eleganza e la signorilità...
Il primo lavoro che feci per Lo Studio Leonetti fu come colorista. Si trattava di un progetto per l'estero, un progetto per l'infanzia. Allora coloravo con gli acetati, come nei vecchi cartoni animati. Il progetto non ebbe seguito - in genere in questo campo quando un progetto non parte il disegnatore difficilmente viene pagato per le tavole prova - Dino mi pagò lo stesso di tasca sua. Ricordo che dandomi i soldi tirati fuori da un cassetto, mi disse più o meno così: " Il progetto non è andato in porto, l' Editore ha cambiato i programmi della sua casa editrice, è giusto che tu venga pagato!" Allungò la mano per porgermi la banconota e proseguì: "... scusami se te li do così, ho finito le buste".
L'ultima volta che lo vidi era affacciato alla finestra del suo Studio, mi salutava sorridendo.

Ciao Dino

Anonimo ha detto...

Dino era un’amico, ma le scenografie del film "Il Mio Nome è Nessuno" erano di Gianni Polidori, mio padre

Carlotta

Marinette Leonetti ha detto...

certo il titolare della scenografia era Gianni Polidori l'assistente Dino Leonetti come è scritto nella descrizione del cast del film "il mio nome è nessuno". Onore al maestro Gianni Polidori di mio marito Dino Leonetti!!!