giovedì 30 novembre 2006

RAT-MAN dal numero 1 alla TV


Anche oggi siamo sul blog. Aspettando sempre vostri commenti, proteste e richieste (da ieri i commenti sono aperti a tutti, assolutamente tutti), postiamo qualche frammento dei vecchi SdF.
Sono 4 anni e mezzo che la nostra rivista esce (quasi) regolarmente, 11 volte l'anno. A parte due salti dell'ultimo anno, siamo insomma al 48 che è pronto da infornare. Ci piace riandare al numero 1, meno mitico del cent di Paperone.

In occasione dei cartoni animati di Rat-Man, in onda ormai da una settimana, dal lunedì a venerdì su raidue ale 17,50, abbiamo pensato che, da quel numero, ci piace estrarre un pezzetto che riguarda proprio il super topo... due domande (con relative risposte), dall'intervista a Leo Ortolani, fatta da Davide Barzi, e la tavola che segnò la nascita di Rat-Man, e che venne pubblicata su "Spot", allegato a "L’Eternauta" n. 86 del 1990.

Davide Barzi - Come hai imparato le basi del disegno?

Leo Ortolani - Non le ho mai imparate! Ah! Ah! Non è stupefacente, che uno come me non sia ancora in galera? Far credere a tutti di essere un fumettista è sempre stato il mio sogno e devo dire che in parte ci sono riuscito. Mi riesce sempre, finché non mi fanno questa domanda, e allora devo ammettere che non ho mai studiato nulla, se non i fumetti stessi, copiando, assimilando e sperimentando, vignetta dopo vignetta, pagina dopo pagina, le soluzioni grafiche migliori che mi consentono di raccontare una storia. Quando proprio sono in difficoltà, mi aiuto con qualche testo di anatomia (quello di Burne Hogart, ad esempio) o mi riguardo qualcosa di Jack Kirby che mi ispiri abbastanza per trarmi d’impaccio! Generalmente, tuttavia, le mie storie sono molto simili a una serie di “strisce”, che per la natura stessa della “striscia” hanno una difficoltà tecnica minima. Beh… insomma… Comunque non si comincia mai un discorso con comunque. Comunque, dicevo, se non avessi nei geni il dna di mia mamma che è pittrice (e non mi ha mai insegnato niente), sicuramente avrei un po’ di difficoltà a tenere in mano una matita.

Davide Barzi - Lancia un messaggio di speranza: anziché sconsigliare agli autori emergenti questa professione, dicci perché secondo te dovrebbero invece insistere.

Leo Ortolani - Chiedere a me, un capricorno pessimista e malfidente, un messaggio di speranza, è come far dire a Rat-Man qualcosa di intelligente.
“Rat-Man? Dì qualcosa di intelligente ai signori, da bravo!”
“Uh?”
“Sì, ciao...”
“Ehi! Ciao!”
“(sospiro)”
Io vorrei consigliare a tutti quelli che amano fare fumetti di fare come Sara, una ragazza che ho incontrato a Viareggio , che realizza una fanzine quasi completamente sua, dal titolo Zirizù, dove non manca mai di ribadire che scrivere e disegnare storie a fumetti è la sua passione, e non le importa se saranno in dieci a comprare il suo giornalino, perché di certo lei non si farà fermare da questo. Il succo è tutto qua. A questo punto capirete che incoraggiare o meno un vero fumettista non ha senso, perché lui andrà avanti lo stesso! Anch’io, prima di approdare alle rive dell’editoria, ho sempre disegnato storie a fumetti perché lo adoro, e - all’epoca - la possibilità di diventare fumettista di professione appariva reale come mettersi insieme alla più bella del liceo, che improvvisamente lasciava il suo ragazzo figo, ricco e muscoloso per dichiararsi perdutamente innamorata di me. Ben vengano, quindi, i nuovi autori, i nuovi artisti, a patto che lo facciano principalmente perché lo desiderano al di là di tutto, anche della pubblicazione. Perché il fumetto è un’arte, e la vostra può anche non essere apprezzata o capita, ma questo non dovrebbe impedirvi di realizzarla ugualmente. Se poi i vostri lavori interesseranno un editore o i lettori, sappiate che è un “di più” che può arrivare, ma non è questa la molla che deve spingervi a continuare.


Ringraziamo Leo e Davide e ci vediamo domani!

martedì 28 novembre 2006

ARRIVA IL 48!


È una mattina piena di cose da fare e di ritardi.
Ma stiamo chiudendo il numero 48 in settimana e lo avrete presto (si deve sempre calcolare una decina di giorni per stampa e distribuzione), verso il 10 dicembre, dunque, sarà in edicola.
Ci scusiamo ancora per lo slittamento del numero di ottobre, un lettore ci ha fatto giustamente notare che andava almeno spesa qualche riga nell'editoriale. È vero. Lo faremo in questo numero, dove molte cose si accavallano da dire. Molti morti, autori che hanno lasciato il segno di varie generazioni, da pochi giorni, a soli 43 anni, è morto Bad Trip.
Poiché però non vorremmo in questo blog, ritrovarci attorno a una tavolo come a quei pranzi dopo i funerali, belli perché pieni di vita, ma pieni di rimpianto, lasciamo lo spazio a chi volesse parlarne (e ringraziamo chi ha ricordato Leonetti, invitando anche altri a raccontare, a ricordare o a mandare immagini) e ritorniamo al presente e al domani.

Il menù del prossimo Scuola di Fumetto n.48 è questo:

SPECIALE SAMURAI
una doppia intervista a Maurizio Di Vincenzo e Luca Enoch, sul loro nuovo fumetto per il mercato francese, ambientato nel 1600 in Giappone.
un articolo di Davide Castellazzi sui fumetti europei contemporanei, che parlano di samurai
Sketch-book di Andrea Accardi, di cui vedete qui il bozzetto per l'immagine da mettere in copertina, che gentilmente sta facendo apposta per Scuola di Fumetto (grazie Andrea), un bellissimo samurai-San Sebastiano.

inoltre:
sceneggiatore: Jeph Loeb , intervistato da Stefano Priarone
il fumetto va all'università (anzi all'Accademia)
Laura Scarpa, autrice, dall'altra parte del microfono - intervista di Luigi Bernardi
e come sempre :
da leggere, in un'edizione natalizia e più ricca
le schede (dal lettering a Sto)
scuola di manga
Andare per Editori - il book
da cliccare
irregular press

e l'esordiente di questo mese: Piallo

a domani, sempre su questo blog.

domenica 26 novembre 2006

CHIEDI CHI ERA DINO LEONETTI!


Il 24 ottobre scorso è morto a Roma un signore elegante, quasi un antico senatore romano, uno scenografo di cinema, un disegnatore di fumetti e soprattutto un Maestro per vocazione. Era nato nel ’37 a Roma, si era diplomato all’Accademia in Scenografia e iniziò a lavorare nel cinema e nel fumetto nei primi anni ’60. Sono del 1962 alcune storie italiane di Mandrake e dell’Uomo Mascherato, tra i primi fumetti neri italiani disegnò Fantasm e Demoniak con Franco Verola, per lo Studio Giolitti disegnò Dick Turpin e Trelawney of the Guards. Nel 1968 è lo scenografo degli Atti degli Apostoli di Renzo Rossellini, nel 1972 firma le scenografie del Mio nome è Nessuno di Tonino Valerii. Poi torna al fumetto e nel 1974 crea Maghella per il settimanale satirico Menelik della Tattilo sui testi di Furio Arrasich. Per il CorrierBoy realizza Flower e Marshall Jim. Fonda lo Studio Leonetti e quasi smette di disegnare per insegnare: si circonda sempre di giovani e tutti ricordano il suo studio come un luogo piacevole di lavoro e di apprendimento, di filosofia quotidiana e di cazzeggio colto sull’arte, sul mondo, sul cinema, sul disegno, sulle donne e sui grandi quesiti dell’esistenza. A Dino Leonetti piaceva lavorare in gruppo e all’ora di pranzo portare tutti in trattoria. Dal 1979 al 1983 ha tenuto un suo corso di disegno per il fumetto presso il Laboratorio del Fumetto di Roma il cui Archivio conserva ancora le registrazioni delle migliori lezioni. Era uno dei rarissimi disegnatori di fumetti con cui si poteva parlare del bianco e nero di Alex Toth ma anche dello chansonnier Georges Brassens. Nello Studio di Dino sono passati decine e decine di disegnatori che oggi sono tra i migliori autori italiani, sarebbe bello che ognuno lasciasse sul nostro blog una testimonianza e un ricordo, un episodio esilarante (ma ci sono stati anche quelli drammatici) capitato nello studio con Leonetti in Via Aventina, tra la casa di Manuel De Sica che suonava sempre il pianoforte e quella di Carmelo Bene da cui uscivano a ogni ora del giorno e della notte le urla belluine delle sue liti con le donne.
Francesco Coniglio

Domenica malinconica


Ricordiamo, in questa domenica soleggiata d'autunno, la morte di Luciano Bottaro, in molti lo ricordano con affetto, basta leggere la testimonianza su Afnews. Noi ci uniamo con il rammarico di aver sempre rimandato la sua intervista, per futili motivi di organizzazione. I personaggi da lui creati, e i paperi cui ha dato la sua impronta, restano segni forti per tanti lettori di fumetti.

Ieri siamo stati invece alla mostra di Lorenzo Mattotti, non strettamente fumettistica, ma molto evocativa e, sempre e comunque, narrativa. L'uomo che si alza al mattino e sente il letto espandersi alle sue spalle, come la sua vita, è il racconto di ogni nostro giorno, che ci porta avanti, nonostante tutto e a causa di tutto. Da vedere, almeno sfogliando il catalogo piccolo e bello come un libro da leggere.

Un ultimo gioco di memoria, questo molto lieto, è il corso di Photoshop tenuto da Barbara Canepa a Roma per Scuola di Fumetto. Quest'anno, i primi di ottobre, ne sono stati tenuti due successivi, e presto ne pubblicheremo la lezione passo per passo e alcuni lavori di allievi. Ma oggi, in questo amarcord novembrino, postiamo una foto del 2005, il primo corso. In piedi, a sinistra Luca Malisan (oggi colorista per la Francia) e la fidanzata Sara Nascimben, entrambi esordienti su SdF 25; in ginocchio, ai piedi di Sara, Tommaso Renieri, nostro esordiente su SdF 36, colorista e autore per la Francia; in piedi al centro Barbara Canepa; in ginocchio Laura Scarpa e, dietro di lei, Mirka Ruggeri esordiente sul n43. Altri sono professionisti e altri appassionati... con l'augurio per tutti di proseguire e con la nostra promessa di riparlare di Photoshop e di Barbara molto presto!

buona domenica!

sabato 25 novembre 2006

ANCHE DI SABATO!



Ebbene, abbiamo latitato alcuni giorni, ma cercheremo di essere sempre a darvi novità almeno a giorni alterni... e per rispondere al primo commento, certamente lo spazio è prima di tutto promozionale della rivista, sì! Ma è anche quello che ci chiedono i lettori: informazione su arretrati e nuove e prossime uscite.
Dunque vi riveliamo che il prossimo numero, che chiuderemo nei prossimi giorni, in uscita a dicembre, sarà in buona parte dedicato ai samurai, ma creati in Europa!
Per questo, al momento, vi mettiamo una piccola chicca, uno scizzo di Maurizio Di Vincenzo, per la nuova serie - Rangaku - su testi di Luca Enoch, che i due autori stanno per pubblicare in Francia. Pubblicheremo un'intervista ad entrambi e disegni inediti, dagli schizzi alle tavole a colori.
Questo spazio per ora offre queste informazioni e assaggi di articoli o condivide testi pubblicati nel passato. Ma aspettiamo vostre proposte e commenti per crescere e dare altro.


Da non dimenticare, oggi, per chi sta a Roma o dintorni, la mostra di Lorenzo Mattotti a Tricromia, via di Panico 35, sarà presente l'autore dalle ore 18.00, per altre informazioni: info@tricromia.com


Buon fine settimana... qui si lavora!

martedì 21 novembre 2006


Siamo già al secondo giorno di blog per SdF!
Vi ricordiamo che il numero in edicola è dedicato a Magnus, con la pubblicazione di testimonianze e disegni inediti, tra cui la tavola, che vi presentiamo qui in versione ridotta, fatta a 4 mani con il maestro Vittorio Giardino.
Inoltre vi trovate un ricco sketch-book di Giovanni Romanini, intervista ed analisi del lavoro di Howard Chaykin e l'illustratore Daniel Egneus. Come sempre, tra le rubriche, Scuola di Manga. Inoltre una schedatura delle maggiori scuole di fumetto in Italia.

Ma già il prossimo numero è alle porte... a domani per rivelarvi l'anteprima.

Vi lasciamo con questa citazione di Vittorio Giardino che ricorda Magnus e il disegno di quella tavola, fatta per evitare una noiosa conferenza: "Quando il pubblico se ne fu andato, ci fermammo a bere qualcosa, chiacchierammo un po' e facemmo ancora più tardi. Rientrammo in albergo quasi alle quattro. L'avrei abbracciato, Magnus, per quello che mi aveva fatto vivere. " (Vittorio Giardino - da SdF 47)

lunedì 20 novembre 2006

comincia il blog di sdf!



Carissimi lettori,
cominciamo, anzi, ricominciamo a parlare con voi, anche attraverso internet. Ci sembrava doveroso da tempo. Oggi parte con un blog, che cercherà di darvi frammenti della nostra rivista, editi e inediti, anteprime e informazioni.
È solo un inizio.
Intanto grazie per essere qui ora e per, speriamo, conoscerci già dall'edicola.
Grazie soprattutto ai lettori che ci hanno sollecitato a creare un sito o qualcosa di simile.
A presto con notizie più succose, cercheremo di aggiornare il blog quasi ogni giorno, seguiteci e partecipate.

laura e la redazione

ps Ci scusiamo per il ritardo del numero di ottobre, il 47, di cui sopra la copertina, slittato effettivamente a novembre... rassicuriamo tutti sulle prossime scadenze: intanto una piccola anteprima sul prossimo SdF, il n.48 in uscita a dicembre: l'intervista allo sceneggiatore Jeph Loeb, che gli ha fatto il nostro Stefano Priarone.