giovedì 23 ottobre 2008

Siné rebelle!



In anteprima l'articolo sul prossimo Scuola di Fumetto (che troverete a Lucca, o in edicola dal 3 novembre)
Direttamente dalla Francia, ecco qui una parte dell'articolo di Bernard Joubert su una faccenda molto importante:

Siné è il più vecchio disegnatore politico ancora in attività. Visceralmente anarchico antirazzista, antimilitarista e anticlericale, è stato presente in tutte le lotte dell’estrema sinistra dalla fine degli anni 50 a oggi. È stato a capo di importanti giornali di satira politica, e dagli anni 70 collabora con Charlie Hebdo è il principale settimanale satirico francese assieme a Le Canard Enchaîné. Fu lanciato nel 1969 (...) il nuovo responsabile del giornale, Philippe Val, il luglio scorso, ha deciso di licenziare Siné in seguito a una battuta sul figlio del presidente della Repubblica. Siné aveva scritto: «Egli [Jean Sarcozy] ha dichiarato di voler convertirsi all’ebraismo prima di sposare la sua fidanzata, ebrea, ereditiera dei fondatori di Darty. Ne farà di strada nella sua vita, il ragazzino!». Per Philippe Val questa frase era antisemita. Per Siné si trattava di deridere l’arrivismo del figlio del presidente, pronto a cambiare religione per poter sposare l’ereditiera di una delle più grandi fortune di Francia. Per molti, accusare Siné di antisemitismo è solo un pretesto per giustificare un licenziamento senza indennità, la vera ragione della querelle sarebbe che Philippe Val detesta lo spirito anarchico e disobbediente di Siné. Una petizione a favore di Siné è stata promossa, e ha raccolto più di ventimila firme (www.soutenir-sine.org). Incoraggiato da questo sostegno, Siné decide di lanciare il suo proprio giornale, Siné Hebdo (www.sinehebdo.eu), che esce lo stesso giorno della settimana di Charlie Hebdo, ha più o meno lo stesso formato e costa lo stesso prezzo, due euro.
La guerra è dichiarata. Il primo numero è apparso il dieci settembre e ha esaurito la sua tiratura di 140.000 esemplari in poche ore. Allo stesso tempo, le vendite di Charlie Hebdo hanno avuto un notevole calo. Sembra proprio che numerosi lettori di Charlie Hebdo del modo infamante con cui era stato trattato un veterano della satira francese, che fu, come ha scritto un giornalista, «antirazzista ancora prima che la parole figurasse nei dizionari», e vogliano farla pagare al giornale che, d’ora in poi, boicotteranno. Ma sarà sufficiente questo a far vivere Siné Hebdo?
Lo speriamo, assieme a tutti i grandi autori che hanno offerto la loro collaborazione. Per seguire o abbonarsi basta andare a www.sinehebdo.eu

a presto con altre notizie e appuntamento a Lucca!

1 commento:

Anonimo ha detto...

Speriamo che Siné vinca la sua battaglia!
La satira deve essere libera SEMPRE!!!

In Italia una storia simile passerebbe sotto silenzio, se ne parlerebbe tra addetti ai lavori e qualche lettore nei blog e poi basta, in Francia i lettori dimostrano di essere fondamentali per la sorte di una rivista.

W Siné Hebdo!!!