venerdì 8 gennaio 2010

DOVE VANNO I FUMETTI?


Dal blog Luca Boschi si è subito diffusa in rete una serie di immagini (provenienti dalla Francia) e una notizia orribile. L'anno scorso è morto a 76 Claude Moliterni, era in piena attività, scriveva e organizzava mostre, l'avevamo intervistato per Scuola di Fumetto, alcuni mesi prima.
Ora molti suoi averi cartacei sono stati gettati per strada. Giornali, riviste e altro. Certo era solo quello che rimaneva dalla selezione di tutte le sue collezioni, libri, riviste e originali. Ma comunque materiale prezioso o riciclabile.
Al di là dello sdegno per il modo in cui tutto è stato gettato senza pudore (e molti per fortuna hanno raccolto e riciclato parte di questo materiale), questione umana fuori dal fumetto e dalla persona, le questioni si sono aperte, a monito:
Dove vanno le collezioni, dopo la morte del collezionista?
Come fare a preservare alcuni beni preziosi?
Ma come possiamo non essere anche noi stessi cacciati di casa da libri e carte?
Possiamo pensare a qualcosa da fare ora? Associarsi, trovare spazi, enti, biblioteche?
A voi e noi tutti la parola.
E un secondo addio a Claude Moliterni.
Per finire, dal blog di Boschi, cito un commento del regista Giancarlo Soldi:
"pensavamo di essere immortali e i nostri fumetti con noi. Certo fa male al cuore vedere quei fogli lordati, bagnati e abbandonati, ma io rifarei tutto, ri- collezionerei tutto da capo perchè in fondo è stato un bel modo per conoscere un sacco di amici di carta e soprattutto in carne ed ossa!!!"
Alla prossima battaglia lo rifaccio!

12 commenti:

Redazione Scuola di Fumetto ha detto...

posto commenti dalla notizia data sul mio facebook:
Michele Vigorita Laura, non è che siamo troppo legati agli oggetti?
Io lentamente sto cercando di svincolarmi da questa logica. Anche se è dura regalo le cose che ho letto e mi sono piaciute. Difficilmente rileggerò o rivedrò un libro, fumetto, film.
Mar alle 18.24 ·

Laura Scarpa caro michele fai benissimo, siamo troppo legati, assolutamente, le cose passano e si consumano. Vero è però che per studiare, non dimenticare, ripubblicare, rileggere... io trovo nei miei scaffali cose preziose che mi servono ora, è anche il mio lavoro e la mia passione, ma molte le rileggo per me (molte invece potrei buttarle non riesco).
Andrea Leggeri Per come la vedo io i fumetti (come i libri, o i dvd, vhs, cd, dischi in vinile ecc...) non sono come qualsiasi altro "Oggetto-tanto-caro", perchè proprio come si diceva sopra veicolano emozioni, contenuti ecc... non sono francobolli, che hanno valore in sè, non sono beni materiali tout-court
Mer alle 9.03 ·

Giampaolo Menicacci Proprio per questo tendiamo a non separarcene, non tanto per il valore intrinseco, quanto per quello che rappresentano a livello emozionale e contenutistico. Ma siccome tutto scorre, anche le emozioni e i contenuti sono destinati a finire nel dimenticatoio, prima o poi. Comunque, prima di arrivare allo scempio sopra esposto, converrebbe vendere o regalare il malloppo a terzi, ovviamente se uno fa in tempo....
Mer alle 10.15 ·

Vincenzo Ampolo Meglio pensarci prima...!
E se ci pensassimo insieme?
Mer alle 16.45 ·

Laura Scarpa pensarci prima e insime è una bella idea! Da parte mia ho amici avvoltoi che attendono la mia fine per gettarsi sugli scaffali... ma moriranno anche loro ehehe, ti...

Aarctic Hysteria ecco perché quando morirò lascerò tutto al signor bay e., almeno sarò sicuro che verrà raccattato da chi saprà prendersene cura.

comunque, che tristezza, che immagini desolanti…
Ieri alle 16.53 ·

Marco Pellitteri Suggerisco di lasciare le nostre collezioni alle biblioteche serie come il CFAPAZ o quelle delle università americane, canadesi, belghe ecc. O magari agli studiosi o ai collezionisti più giovani. Se Claude Moliterni avesse lasciato (quand'era ancora in vita e relativamente in salute, quindi qualche anno fa) il suo patrimonio librario, per esempio, a uno studioso francese serio come Didier Pasamonik, non avremmo assistito a questo scempio.
Ieri alle 17.45 ·

Laura Scarpa infatti sto kiedendomi come associarsi e lasciare... non tutte le biblioteche anche serie possono prendere tutto.. per ora penso a cfpaz o alla biblioteca di perugia :)

ecco postato l'essenziale, a voi!
laura scarpa

almacattleya ha detto...

Voglio dirvi una cosa. Nel posto in cui lavoro, faccio il messo, mi occupo anche di svuotare la pattumiera e di portarla giù in dei scatoloni. In questi ogni tanto ci trovo dei libri buttati perfettamente integri e leggibili. Una volta ci ho trovato due riviste, di metà degli anni '70, chiamate Ubu (sì, come il personaggio di Alfred Jarry) e riportavano anche fumetti di Guido Crepax, se non sbaglio. Ero indignata per tutte quelle riviste buttate senza ritegno e così le ho voluto donare ad una compagnia teatrale.

Redazione Scuola di Fumetto ha detto...

@alma... a sì, questo succede tanto e hai fatto benissimo! ottima idea, ubu è stat una rivista importante! Al corriere dei piccoli ci furono anni, con il trasloco, in cui gettarono di tutto, anche originali...
che le cose si disperdano è anche la loro natura (leggetevi libro d'ombra di Tanizaki), ma lo spreco, la non attenzione... ho spesso ravanato nel pattume e si capiva bene quando moriva qualcuno e venivano gettati libri, e altro... non ho certo raccolto tutto. ma almeno in certi casi, come dici tu, libri integri, magari a una biblioteca o a un rivenditore...
però lo dico: certi libri non li vuole nessuno. Forse internet può aiutare in questo.

almacattleya ha detto...

io credo che bisognerebbe saper scegliere quali sono i libri da buttare e quali no, ma anche ciò non è facile. Qui non si parla solo del valore affettivo, ma del valore culturale. Immagino ci siano tanti libri o anche vhs o anche alcuni dischi in vinile che possono parlare ancora adesso. Credo che Internet sia utile perché così si trasferisce il contenuto in modo che tutti possono vedere e anche contribuire. Non so se esiste già, ma bisognerebbe fare una specie di biblioteca virtuale.
Mi rendo conto che sono andata fuori dal tema "fumetto", ma naturalmente includo anche quello.

Redazione Scuola di Fumetto ha detto...

@ alma sì, andiamo fuori dal tema del fumetto... mi pare giusto... e mi pare una buona idea quello che dici!

Alberto Corradi ha detto...

Ciao Andrea,
prendo al balzo la tua idea e faccio copia-incolla dal mio fb:
"a mio avviso quello che dovrebbe mettere in moto i pensieri sulla traccia di quanto accaduto alla biblioteca di Moliterni è un'altra questione, ovvero: a chi destinare un patrimonio di conoscenza come quello che professionisti del settore o semplici amatori custodiscono gelosamente nelle proprie case? Il rischio è che alla fine di una vita vengano disperse collezioni complete, se non buttate o peggio, esiliate in cantine dove la muffa e l'umidità avranno ragione di loro. Un interessante dibattito ha avuto luogo sul blog di Luca Boschi che riporta la triste notizia di cui sopra; dibattito innescato da Gianfranco Goria, che suggerisce di rivolgersi a biblioteche specializzate in vista di un lascito. Purtroppo neppure questo tipo di situazione mette sempre al sicuro il patrimonio cartaceo: se parliamo di fumetti il rischio che vengano cestinati, vista la povertà culturale che affligge il Paese, è sicuramente maggiore di una collezione di romanzi o simili, ma tuttavia conosco tristi esempi dove le stesse istituzioni pubbliche falliscono nel loro compito di conservazione. Motivo? Non c'è spazio e non ci sono i soldi per ampliare gli spazi, quindi da davanti assorbono la donazione con tanto di ringraziamento agli eredi, da dietro (la biblioteca) fatta una debita cernita, quello che valuta non interessante lo getta nell'appunto retrostante cassonetto. E non sto parlando di fumetti: è avvenuto alla collezione di un noto bibliofilo della mia città natale, notizia riferitami da un altro anziano collezionista. E anche se fosse che tutto funziona anche nei lasciti, vogliamo parlare poi dello strazio della timbratura e catalogazione dei pezzi, timbri piazzati a casaccio qui e là tra pagine di un Pratt (ad esempio) o un Breccia, malnate etichette adesive che mordono le costole dei volumi, bande magnetiche infiltrate sottocute nelle copertine cartonate... e che dire delle maledette taschine dei prestiti? Insomma un vero atroce dilemma, alla consultazione interna sono destinati solo i pezzi più pregiati (per quanto sfregiati dai catalogatori), il resto è massacro, pezzi rubati, rotti, piegati da un'utenza che se ne frega o se li frega come accaduto di recente a una nota Biblioteca di Bologna con cui collaboro da alcuni anni."

DDComics ha detto...

Appoggio e quoto quanto detto da Giancarlo Soldi..non mi sono fatto nè un'idea diversa nè la stessa idea aggiungendo altro.. il mio pensiero è quello e basta. :D

MicGin ha detto...

distinguiamo tra l'aspetto individuale e quello... pubblico.

Penso che legarsi troppo agli oggetti, alle cose, sia un po' malsano. Ogni tanto anch'io ci penso e qualche volta riesco ad alienare qualcosa dei miei mille oggetti, soprattutto cartacei. E' ancora presto per pensare a chi e perché, ma penso fare un misto tra figli e istituzioni, sperando che ciò che lascerà possa essere utile a qualcun'altro.
Insomma, me la vedrò io, come hanno fatto, fanno e faranno tutti.

Poi c'è il risvolto pubblico. Può esserci un interesse collettivo alla conservazione del passato? Altro che se c'è... Tanto è vero che si sono leggi in materia che riguardano il patrimonio archeologico e artistico.
Per tutto il resto dipende da come coloro che ci hanno lasciato sono visti dalla comunità rimasta in vita... L'impulso a conservare il lascito di un grande scrittore o musicista è abbastanza naturale.
Qui entrano in gioco gli eredi, se ci sono e cosa vogliono fare, e le istituzioni, se ci sono e se sono preparate per conservare.

Altrove si scrive che ce ne sono. E ci sono. Però quelle specializzate nel fumetto sono poche e in difficoltà. Per esempio il Cfapaz si comporta seriamente, accogliendo e catalogando tutto quanto arriva. Ma lo spazio progressivamente diminuisce...
Questo ruolo possono anche averlo gli archivi di stato e molte biblioteche. E già alcune lo assolvono. come quella di Venegono (PV) che ha accolto una donazione di Tiziano Sclavi.

Cosa si ouò fare?
Due operazioni, a mio avviso:
1) sensibilizzazione sull'importanza di conservare, ma anche di scartare se necesario, chiarendo gli obiettivi: se interessa un fondo unitario dedicato alla persona o se interessano le singole opere che vanno a confluire in fondi più ampi.
2) costruire una rete di relazioni dove gli appartenenti si scambino informazioni e pubblicizzino servizi disponibili.

Andrea Leggeri ha detto...

Come detto sulla pagina Facebook di Laura, sono uno di quelli che non ha alcuna intenzione di disfarsi delle sue carte... Raccolgo tutto ciò che leggo da circa trent'anni e nonostante non possa vantare una collezione economicamente così importante (non ho pezzi rarissimi, ma serie complete si), ho piacere di conservare tutti gli albi, riviste, fanzine e volumi che ho si aper passione che per lavoro (tutto prima o poi torna utile per articoli, libri, ricerche...). Si parla spesso del senso del collezionare, del "pericolo" del restare legati agli oggetti ecc... Ma cosa saremmo noi oggi se qualcuno non avesse CONSERVATO? Cosa sarebbe della nostra cultura (e delle altre, ovvio), della nostra storia, della nostra identità se non ci fossero state biblioteche, archivi e, appunto, collezioni di testi, opere d'arte ma anche oggetti legati ad antichi mestieri, tradizioni, insomma, se nessuno avesse tramandato tracce del passato?
Restando nel ristretto ambito dell'editoria a fumetti, se non avessimo più i Corrierini d'inizio 900 chi oggi farebbe libri su Rubino? Se non fossero sbucate fuori le copie delle tavole del Pratt di Sandokan, chi ne parlerebbe oggi? E venendo a più "spicciole" serie da edicola, se nessuno avesse archiviato gli albetti di guerra della Dardo chi oggi potrebbe riproporre Super Eroica?
Preservare e tramandare, queste sono le basi della diffusione culturale.
Problemi di spazio? Ne abbiamo tutti, io per primo, ma ad esempio la digitalizzazione (che non comporta la conseguente distruzione degli originali, ovvio) può essere una strada.
Internet è zeppa di forum e blog (soprattutto sudamericani, ma anche in lingua inglese) che diffondono pubblicazioni d'epoca (specialmente pubblicazioni popolari) in versione digitale. Spesso è becera pirateria, ma trasformando ciò in un progetto ufficiale e ragionato si possono a mio avviso raggiungere obiettivi importanti proprio in termini di divulgazione e condivisione (tipo Google Books).
Tornando all'annoso problema del destino dei nostri archivi "materiali" anch'io sono per la donazione a enti/biblioteche specializzate, oppure a giovani lettori appassionati. Certo se poi si volesse dare la precedenza al discorso economico, essendo in possesso di materiale di grande valore e volendo lasciare una buona eredità ai propri cari, ci si può rivendere tutto in vecchiaia ;-)

Debris ha detto...

Come sarebbe a dire per strada ???? Ma siamo matti ??? Ora va bene che le carte più importanti saranno state salvate ma in ogni caso è davvero qualcosa di incredibile ...

Da alcuni punti di vista la sorte di una biblioteca è legata davvero alla sorte del suo roprietario - non credo proprio che le mie povere collezzioni mi sopravviveranno - ma credo che la soluzione più conveniente per chiunque sia di cercare,per tempo una qualche istituzione a cui affidare le nostre cose più care per il futuro...Non sperando nel "nipotame" di turno...

Regalare le cose - rimettere in circolazione,anche per dargli una nuova vita, e per dare nuove occasioni ad altri è anche giusto,ho regalato una gran parte dei miei numeri di nana Collection a un ragazzo che stà "nascendo" come disegnatore in questi anni..sono certo che gli saranno molto utili...e per lui è stato ben importante averli...ma non è che si possa fare con tutto.

laura scarpa ha detto...

(Laura)
Ci sono situazioni diverse. Collezioni o libri o carte interssanti e ancora "vive" cioè utilizzabili, leggibili non solo in senso storico o artistico, ma non preziose.
Poi ci sono le raccolte le cose importanti da conservare, perché come dice andrea leggeri, come si farebbe a trovarne tracce dopo anni?
Come Debris, le prime è bene donarle, che non significa salvarle in eterno, ma dare loro vita e poi si vedrà...
Le altre, che abbiano vaolre monetario o meno, andrebbero preservate. Tutto non è possibile, certo, Michele Ginevra certo lo sa bene. S eogni collezionista di tex lasciasse alle biblioteche, avremmo (non è certo un danno) tantissime collezioni di Tex, forse persino troppe? mentre altre cose sono più difficili da reperire.
Pensiamo a cosa farne, lavoriamoci, creiamo altre biblioteche o centri di raccolta dell'immagine. Qualcosa sparirà e verrà disperso, è la vita nel suo ciclo, ma cerchiamo di salvare il salvabile. Cerchiamo soprattutto di rispettare quello che ci lasciano i morti. Qualcosa butteremo, sì, sappiatelo, è inevitabile. Ma facciamolo con discrezione, dopo aver scelto e salvato quanto si poteva, muovendo amici e persone vicine e interessate.
Credo si possa fare solo questo, rispettare e cercare di salvare.
Per i fumetti comunque occorrono altre biblioteche e centri, ne sono convinta: cerchiamo di censire quello che c'è, che ne dite?
In ogni caso internet è uno spazio per conservare e condividere almeno virtualmente i vecchi materiali. Importante.

laura scarpa ha detto...

sul blog di luca Boschi continua il dibattito... chi minimizza, chi dà consigli pratici, chi si organizza, come Goria... su face Scòzzari incita a organizzarsi per preservare, a creare un ente o qualcosa di simile, che ne dite?