giovedì 18 marzo 2010

Alla scoperta di Kow Yokoyama





"Matita pressochè sconosciuta in Italia, Kow Yokoyama fa parte di quell'ampia schiera di autori che, nel più ricco e articolato panorama nipponico, riesce a mettere la propria fantasia, il proprio estro artistico, al servizio di più mondi."

Così Davide Castellazzi sul n°73 di Scuola di Fumetto ancora in edicola per qualche giorno, presenta ai lettori italiani un autore giapponese poco noto ai più ma conosciutissimo presso gli appassionati di modellismo e illustrazione. Se volete saperne di più vi rimandiamo al suddetto e illustratissimo articolo (nel quale si approfondisce anche l'opera di altri autori del settore come Takani e Katoh), qui vi regaliamo qualche esempio della sua versatilità artistica.


3 commenti:

Debris ha detto...

Stò avendo turpi idee su quell'articolo di Davide da quando lo ho letto...riscopro sempre le riviste nel tempo..

Bellissimo articolo,le opere di Yokoyama in alcuni circoli sono notissime in realtà,parlo dei modelli ma solo in questa occasione ho potuto scoprire l'elemento culturale che li sosteneva,"l'elemento fumetto"

Nell'occasione un grazie per un articolo che ho trovato nel numero precedente,preso dalle mille cose che contenva,Chosp,Rat man etc non avevo visto l'articolo dedicato a "Un tipo Strano"

Antonio Rubino...era un tipo strano,meravigliosamente strano....San - Kuoei - kin - kau...

Andrea Leggeri ha detto...

Ciao!
Grazie per il tuo apprezzamento!
Eh si, il pezzo su Rubino (e le tavole!) è davvero qualcosa di speciale ;-)

Anonimo ha detto...

Kow Yokoyama è un grande illustratore ma anche un modellista eccezionale. Va specificato che la serie Maschinen Krieger non è mai stata una serie a fumetti (lo stesso Kow non viene considerato un fumettista).
Se per le altre serie come gundam o Patlabor, nate come fumetti o anime, i modellini, per quanto di enorme successo, sono da considerasi un gadget, in Maschinen Krieger sono i modelli in scala a farla da padroni, mentre l'elemento "fumettistico" è assolutamente marginale. Non è un caso che ad ospitare la serie fin dall'esordio era prorio una rivista di modellismo, Hobby Japan, per il quale Kow stesso aveva costruito il primo modello di SAFS utilizzando una pallina da ping pong e un action figure della serie microman.