venerdì 30 settembre 2011

Corsi On Line - I Maestri: Roberto Recchioni

Come vi abbiamo già segnalato sono aperte le iscrizioni per l'annata 2011/2012 dei nostri corsi di A Scuola di Fumetto On Line. Uno dei valori aggiunti di questa esperienza è senza dubbio l'opportunità di poter lavorare e apprendere da Maestri d'eccezione, professionisti celebri del settore che vi guideranno nel vostro percorso di studi alla scoperta dei segreti del mestiere di fumettista. A dirigere e condurre il corso di sceneggiatura è Roberto Recchioni, tra i più affermati e popolari autori italiani, creatore (con Lorenzo Bartoli) di personaggi come John Doe e Detective Dante ma anche sceneggiatore per Dylan Dog, collaboratore delle più importanti case editrici italiane (dalla Disney all'Astorina fino a Panini) e seguitissimo blogger.
L'abbiamo ospitato più di una volta sulle pagine di Scuola di Fumetto, dai nostri archivi recuperiamo quindi un estratto di un'intervista di qualche anno fa, nel quale l'autore fa il punto proprio sul tema della scrittura.

La scrittura
Fino a qualche tempo fa scrivevo nella maniera più classica possibile. Lavoravo sul soggetto, poi scrivevo tavola per tavola e vignetta per vignetta. Nulla di particolare.
Oggi ho sviluppato una metodologia strana che non consiglierei a nessun esordiente: scrivo prima tutti i dialoghi dell’albo, poi li divido per tavole e infine li divido per vignette. Alla fine e solo alla fine, metto le descrizioni delle singole vignette. Al disegnatore arriva una sceneggiatura identica a quelle vecchie ma la procedura per realizzarla è stata del tutto diversa. Credo che questa metodologia nasca dal fatto che i dialoghi sono sempre più importanti nel mio lavoro.

I disegnatori
Il mio rapporto con i disegnatori è democraticamente dispotico.
Scrivo in maniera molto sintetica, con indicazioni precise per le inquadrature e le espressioni, ma non sono un maniaco del controllo e se un disegnatore trova un’inquadratura migliore della mia, a me va bene. Se però dico che una cosa mi serve in una certa maniera, non tollero variazioni. Di contro, certe volte (specie nelle scene d’azione e solo se mi fido del disegnatore), cambio il registro della sceneggiatura e passo a scrivere “all’americana”, dando modo al disegnatore di interpretare una tavola o intere sequenze. Fornisco tutta la documentazione possibile se necessaria e so sempre chi disegnerà le mie cose (e generalmente ne tengo conto).

Come nasce un'idea.
Io classifico le idee in tre categorie:
"Il pacco completo"
Già impacchettato e fornito di tutto. È il genere di idee che preferisco, arrivano già pronte e a me non resta che metterle su carta. L'idea generale di JD è arrivata così e anche molti dei suoi episodi.
"Il laboratorio di Frankenstein"
L'idea si forma smontando elementi di altre storie, pescando da tutti i generi possibili e da media diversi. È il mio tavolo degli esperimenti: certe volte ne vengono fuori splendide creature, qualche volta dei mostri senza cervello.
"L'immagine solitaria"
Una sola immagine, una sola suggestione. Si comincia a scrivere partendo da quella e non si sa dove si andrà a parare. È il genere di idee più pericoloso.

Quando un'idea è quella giusta.
Io non lo capisco mai. Per me, se le ho scritte fino alla fine, sono buone. Se non ho avuto voglia di finirle vuol dire che non lo erano. È per questo che ascolto sempre con attenzione i pareri di tutti sulle mie cose: io non ho la minima obbiettività sul mio lavoro. Sono il mio sceneggiatore preferito.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

ma quante stronzate autocompiacenti

Anonimo ha detto...

Intel(R) 82801HBM SATA AHCI Controller (Mobile ICH8M) .Perchè nessuno cerca mai sul sito ufficiale?