giovedì 10 maggio 2012

A lezione da Giovanni Ticci!

Domenica 13 maggio riprende il ciclo delle Lezioni di Fumetto all'Auditorium di Roma. Questa volta è il turno di Giovanni Ticci, firma storica di Tex sulle cui pagine ha esordito nel lontano 1968, per la precisione sull'albo n°91 dal titolo Vendetta Indiana. Da allora ha contribuito in maniera determinante al successo del personaggio con il suo stile essenziale e dinamico, che si discosta da quello più classico di Galep guardando alla lezione dei grandi innovatori del bianco e nero, da Toth a Pratt. Alle ore 18 presso il Teatro Studio dell'Auditorium, Ticci incontrerà il pubblico di appassionati e curiosi, di fronte ai quali svelerà i segreti della sua arte. Come al solito la lezione sarà introdotta e moderata dai curatori Luca Raffaelli e Francesco Coniglio. Di seguito il testo di presentazione ufficiale dell'evento.
Quando nel 1968 ha esordito sulle pagine di Tex con la celebre “Vendetta indiana” (scritta da Gianluigi Bonelli), i più tradizionalisti fra i lettori del ranger, lo bocciarono come troppo innovativo, troppo americano. Di certo, Giovanni Ticci è stato il disegnatore che ha segnato il passaggio tra il classico fumetto popolare e il fumetto che, pur rimanendo popolare, non nasconde ambizioni artistiche ed espressive. Rimasto fedele al personaggio di Bonelli, Ticci è il protagonista di una meravigliosa evoluzione del segno: se una quarantina di anni fa nei suoi personaggi emergeva il dinamismo attraverso la loro deformazione e una particolare ricerca delle inquadrature, negli anni è proprio il movimento, la tensione e la poesia del west a travolgere i loro corpi e i loro volti. Con Ticci si è arrivati a vedere il mondo dei personaggi di Tex attraverso la lente della loro stessa emozione. Ed è bello scoprire come, nella costruzione generale della scena, nella sua struttura architettonica, si possa trovare un’onda sinuosa, un’armonica figura geometrica a ordinare la vignetta. In questa complessità compositiva, si potrebbe avere un legittimo dubbio: non è che Ticci, sotto sotto, stia coltivando l’ambizione impossibile di arrivare all’astrattismo texiano?

1 commento:

Franco Lana ha detto...

Ticci disegna bene i meTicci! A parte gli scherzi, un grande ovviamente. Ormai una leggenda della collana del tex!