giovedì 25 ottobre 2012

SdF 84 Extra: Dall'Oglio

Chi verrà a trovarci a Lucca Comics & Games troverà allo stand ComicOut il nuovissimo SdF 85 fresco di stampa, per tutti gli altri si tratterà di pazientare ancora qualche giorno dopo la fiera per vederlo arrivare nelle edicole e fumetterie di fiducia. Ricordiamo però che fino ad allora è in vendita un numero 84 davvero coi fiocchi, contenente tra le altre chicche una lunga intervista a Massimo Dall'Oglio, mangaka di casa nostra che proprio nei prossimi giorni (da lunedì 29) si appresta a lanciare on line un suo progetto davvero ambizioso. Si tratta di Sprawl, web-manga fantascientifico di cui è autore completo. Tornando all'intervista, vi presentiamo in questo post alcuni estratti e alcune domande "inedite" non comprese nella versione su rivista, assieme ad alcuni schizzi di Sprawl concessi gentilmente dall'autore.
Qual era il tuo rapporto con il fumetto da ragazzino, cosa leggevi e cosa ti ha appassionato al punto di voler trasformare il tuo interesse in un mestiere?
Assieme alla musica e al cinema, leggere e in particolare i fumetti è sempre stato uno dei miei intrattenimenti preferiti! Un giorno i miei genitori tornarono a casa con un regalo incredibile, la raccolta completa delle avventure di Pippo, Pertica e Palla di Jaccovitti. Ne rimasi così coinvolto che mi misi a ricopiare su dei quaderni a quadretti le storie più belle, ci volle un’intera estate per ridisegnare tutte le pagine di “Pippo, Pertica e Palla nel castello di Rococo”. Credo fosse chiaro da subito che i fumetti non solo mi piaceva leggerli ma anche disegnarli.
Ai tempi delle medie leggevo Topolino (adoravo Macchia Nera), albi Bonelli, Braccio di Ferro e Il Giornalino che divoravo per le avventure di Topeka Smith e tanti altri. Trascorrevo già parecchio tempo davanti alla tv a guardare i cartoni giapponesi, li vedevo tutti e li amavo alla follia. I miei genitori poi ci mettevano del loro portandomi a casa i 45 giri delle sigle e i fumetti dei robot giganti nella loro versione “tarocca” occidentale, era bellissimo! I fumetti dei supereroi invece non hanno mai fatto presa sui miei gusti... ancora oggi (escludendo l’opera di alcuni grandi maestri) non mi danno quel sufficiente coinvolgimento da spingermi ad acquistarli con regolarità.
Al liceo trovai in edicola la mia prima copia di Zero Nippon Comics della Granata Press e il primo numero di Grey di Yoshihisa Tagami e fu un vero e proprio imprinting! Quando poi mi sono trasferito in città per studiare all’Università ho scoperto la mia prima libreria specializzata e da allora si è spalancato il vastissimo mondo dei manga. Ai tempi immaginavo per me il più classico dei percorsi, e mai avrei pensato che il mio passatempo preferito potesse minimamente diventare un lavoro.
Qual è stato il tuo percorso di avvicinamento alla professione? Hai fatto degli studi specifici?
A 23 anni avevo praticamente letto qualunque manga in circolazione, non riuscivo a fare a meno di scrivere storie e disegnarle, in effetti non sono mai stato troppo portato per l’illustrazione e non mi divertiva fare solo dei disegni... sentivo la necessità di raccontare storie, quelle storie che si muovevano nella mia testa come la pellicola di un film; dovevo assolutamente disegnarle! Quando nel 1994 inaugurarono a Cagliari la scuola di fumetto decisi di iscrivermi e mi presentai il primo giorno con una storia disegnata di ben 70 pagine in perfetto sghembo stile Tagami (rigorosamente a rapidografo, retini trasferibili da geometra e disegni orribili). Ricordo ancora che Michele Medda si mise le mani in testa gridando: “mio dio! no!”. Quando poi vide un disegno di Ken il Guerriero tentò il suicidio. Da allora il tempo dedicato al disegno cominciò ad occupare gran parte delle mie giornate e quando vinsi il premio Pierlambicchi d’Oro a Prato decisi che la sacra via del disegnatore di fumetti sarebbe 
diventata il mio mestiere, a qualunque costo.
Parliamo Sprawl, un webmanga rigorosamente cyberpunk che sarà leggibile gratuitamente online e che si svilupperà su varie piattaforme digitali. Puoi dirci qualcosa di più di questo progetto? È nato espressamente per la rete? Come ti poni rispetto al fumetto digitale?
Come concetto di urbanizzazione lo Sprawl è accostabile alla città diffusa. Allo stesso modo questo mio progetto di webmanga sarà gettato nella rete e pensato per rimanere in quella dimensione. Non è un progetto in cerca di pubblicazione, se avessi desiderato una simile sorte l’avrei presentato direttamente a qualche editore.
Sprawl è prima di tutto un manga cyberpunk in cui riverserò tutta la mia professionalità e capacità tecnica ad oggi. Di fatto sarà il mio primo fumetto da autore completo.
In seconda istanza Sprawl è anche un progetto di intrattenimento che prevede un gioco di carte (progettato da Andrea Iovinelli), una colonna sonora originale, un canale video youtube, un blog diario testuale che raccoglie pensieri e ricordi dei personaggi del manga nonché i momenti più importanti del processo produttivo con disegni e foto. Se tutto andrà come previsto, Sprawl avrà anche la sua piattaforma di realtà aumentata.
Come ho detto, Sprawl sarà sparso nella rete e sfrutterà solo i canali free, tutti i suoi contenuti saranno scaricabili e fruibili su tablet e pc gratuitmante. A ottobre sarà online in Italia il primo capitolo e la versione inglese sarà pronta per Natale assieme alla restante parte di intrattenimento che per quanto riguarda blog, facebook e colonna sonora è già disponibile in rete; per mantenersi la piattaforma sfrutterà il meccanismo delle donazioni e della vendita di oggetti di merchandising come magliette e poster rigorosamente in edizione limitata e numerata.
Per quanto riguarda la storia invece non voglio dir nulla, ci sono dentro tante cose di me e sono anche molto scaramantico. Ci sto dedicando tantissime risorse ed energie con l’intento di dare ai lettori un prodotto di alto profilo qualitativo perché web non deve essere necessariamente sinonimo di approssimazione, tempo libero o vetrina per una possibile pubblicazione.
Per il resto sono totalmente schierato dalla parte dell’editoria digitale! Spero che cresca, possa evolvere nella direzione giusta, quella dell’accessibilità a basso costo con una diffusione senza confini e dispendio eccessivo di risorse. Mi auguro anche che faccia da ponte a nuove fette di mercato... non mi preoccupa che il supporto non sia più la carta: le tavole dovranno essere ancora pensate, progettate e disegnate da professionisti della comunicazione; inoltre non credo che l’editoria digitale porti all’estinzione degli albi stampati e più in generale di libri e riviste.

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