martedì 25 giugno 2013

SdF 88 Pat Carra

Proprio in questi giorni è uscito in rete il nuovo numero di «Aspirina», la rivista ironia e satira fatta da donne (e non solo).
Sul numero 88 di SdF, ancora in edicola per 15 giorni c'è l'intervista a Pat Carra, tra le fondatrici e autrici di «Aspirina».



Per chi avesse difficoltà a trovare la nostra rivista, ricordate all'edicolante che da un anno «Scuola di Fumetto» è edita da ComicOut e distribuita da Press-di Distribuzione Stampa e Multimedia S.r.l.

Ma torniamo a Pat Carra, che è autrice attiva nella comunicazione sul mondo della donna dagli anni 80.
Il suo sito può raccontarvi di lei e soprattutto il suo presente, non si guarda troppo alle spalle lei...


Ecco dunque qualche sua osservazione e qualche vignetta.
 
“Aspirina. Rivista per donne di sesso femminile” era uscita in forma cartacea negli anni Ottanta, pubblicata dalla Libreria delle donne di Milano. Raccoglieva fumettiste e scrittrici umoristiche che hanno fatto molta autoironia e satira sulle donne. Abbiamo ripreso “Aspirina” online alcuni mesi fa, dopo un grande incontro femminista nazionale a Paestum che ci ha dato la spinta. Viene voglia di ridere in mezzo a tanta riflessione seria e seriosa, eravamo desiderose di uno slancio umoristico dal cuore del femminismo. Abbiamo scelto il web perché è a costo quasi zero e perché ci permette giochi nuovi. La scommessa è quella di creare relazioni, graficamente e simbolicamente, tra le varie mani che collaborano.



Dal 2008 ho cominciato a portare il fumetto su tele, tessuti di lino, canapa, cotone. Ho tagliato, cucito, ricamato, disegnato con i marker, creato spessori e volumi, usato i punti del ricamo al diritto e al rovescio. Nel 2011 le tele sono state esposte al Complesso del Vittoriano, a Roma: è stata una convivenza molto divertente, sembrava quasi di poter disfare la monumentalità del Vittoriano tirando qualche filo.
Sempre nel 2008, insieme a un gruppo di amiche, è iniziata la collaborazione con una Ong indiana: abbiamo progettato e realizzato borse di cotone con le vignette stampate e poi ricamate a mano da un gruppo di artigiane di Mumbai.  Otto vignette, ricami semplici, ogni borsa è una piccola opera unica.





Per lavorare devo sentirmi libera, come dicono i vecchi artigiani. Posso avere il fiato sul collo delle scadenze, ma devo stare nel mio studio e concentrarmi, contare sulle mie forze e sulle mie debolezze.
Non so dire se questa è più la natura dell’arte o dell’artigianato…



Mentre su Scuola di Fumetto troverete l'approfondita intervista, in cui racconta anche le sue vignette sulle scale di casa, fatte perché venivano sgombrati gli inquilini. O il lavoro delle borse in in India... Un fumetto da portare in giro anche per collaborare con tutte le donne del mondo.

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