domenica 25 agosto 2013

un po' per volta... il n.89!

Bene, non poteva mancare una doppia intervista alla star del fumetto italiano per il 2013: Roberto Recchioni.
L'uomo che rilancerà (o meglio, guiderà e parteciperà al rilancio) di Dylan Dog. Una grande scommessa su un personaggio che ha ancora un grande potenziale, ma che si è perso in nebbie londinesi. Ce lo ha detto, passandogli il testimone, direttamente Tiziano Sclavi: "Non sono affatto tornato attivo su Dylan. Recchioni è stato nominato curatore. L’ho proposto io, ho caldeggiato la sua nomina. Perché è bravo, giovane (be’, molto più giovane di me, in ogni caso) e pieno di idee ed entusiasmo».
Ma non solo DD, Rrobe è anche l'uomo che scommette con la prima serie bonelliana a colori.
E dunque due mini preview dal Rrobe, che se l'anno scorso ci ha sorpreso con il suo fumetto autobiografico anche come disegnatore, ora da sceneggiatore e creatore di serie ci racconta quello che vede nella sua scalata.
E giochiamo a interpretare psicanaliticamente i disegni che Recchioni ha fatto su Dylan, a distanza di pochi mesi.

Intanto a confronto un primo Dylan,  in una versione adolescente che pare ispirata a un'amica dello sceneggiatore, si sa le donne possono giocare in ruoli di ragazzini. Ma qui il senso è: Dylan nasce di nuovo e cerca la sua forma, ma vuole prenderti al cuore.
E una più recente versione molto "Asso". Significato? Roberto si sta impossessando di Dylan, ci vuole identificazione e coinvolgimento per poterne prendere le redini.


Partiamo da Dylan Dog: 

Gli amori di Dylan: resteranno le storie che durano un solo episodio?

No. Non tutte.

Cambia il suo rapporto con la polizia?

Eccome.

Cinema, influenze e citazioni. Le serie tv avranno più spazio nell’immaginario dylandoghiano?


In termini di citazioni palesi, no. Ma sono di ispirazione per il linguaggio.
Hai annunciato che accettate volentieri nuove proposte di soggetti. Puoi dare qualche direttiva? Dico pratica, oltre ad aver scritto OSATE, indica delle minime regole per essere letti di buon grado e avere qualche chance. O almeno qualche divieto.

No. Per nulla. Ho detto e ripetuto ovunque che non stiamo cercando nuovi sceneggiatori. Quella lettera e quella parola, “osate”, era rivolta agli sceneggiatori già al lavoro su Dylan. Si capiva benissimo dalle prime righe di quel testo. Di molto cose ha bisogno Dylan ma non di altri sceneggiatori. È la testata Bonelli che ne ha di più.

E un disegnatore che volesse proporsi, quante chance ha?

Stesso discorso. Che non significa che non ci saranno nuovi disegnatori su Dylan, ma che sarò io a trovare loro, cercando di tenere gli occhi aperti sulle proposte più interessanti, specie in ambito di un tipo di fumetto non tradizionale per la Bonelli.

­Quanto avete in magazzino? Ci sono storie per un anno o le vecchie in corso le diluirete poi con le nuove?

Ci sono molte storie in archivio ma abbiamo trovato un modo per valorizzarle. Come non lo posso ancora dire.


Ci sono tematiche tabù? O qualche argomento finora non trattato a cui state lavorando?

Non amo mettere dei paletti. Ci sono argomenti molto delicati e difficili da trattate. Ma se venisse uno sceneggiatore con una storia difficile ma raccontata perfettamente, mi prenderei il rischio.


Dunque giovani e meno giovani autori e aspiranti tali, non gettatevi sulla redazione con proposte dylandoghiane. Calma! Di sicuro il momento non è questo. Tutti stanno certamente prendendo attorno al più importante editore popolare italiano e alla sua testata principe (il re sappiamo chi è).
Rilancio vuol dire una elaborazione complessa del materiale cartaceo e umano di cui Dylan è dotato attualmente. Sarà l'evoluzione naturale semmai a cambiare qualcosa...
Se proprio volete mettervi in mostra e aspirate ad arrivare a Dylan Dog, o a vette simili, mettetevi in mostra.
I modi di approdare a un editore sono quelli più semplici e diretti,  (tra l'altro Rrobe ne parla nel suo blog qui), ma farsi notare e apprezzare come professionisti è un'ottima base, il miglior biglietto da visita. Per cui fate e fate al meglio, se volete fare questo mestiere.
Su Dylan invece, per saperne di più aspettate la nostra intervista o seguite la pagina Facebook.

per finire ecco l'ultimo Dylan di pugno e tablet di Rrobe. Vorrà dire qualcosa questa evoluzione? Tornerà un Dylan che racconta le angosce?

Domani parleremo di Orfani... e di un tema scottante... dove si leggeranno i fumetti?

3 commenti:

Anonimo ha detto...

bella merda di intervista, è una presa in giro?

laura scarpa ha detto...

mai quanto la presa in giro di scrivere insulti anonimi, mio caro, se non firmi e psieghi ti banno. Regola della casa... tra l'altro insulti senza spiegazioni...

Anonimo ha detto...

Banna pure, regina del niente fritto, le stronzate sono scritte nei tuoi post. Esempio di intervista di merda:
Cambia il suo rapporto con la polizia?

Eccome.