mercoledì 4 settembre 2013

SDF 89 - DRAGONERO: matite, chine e parole


Copertina (matita) del n.2 di Giuseppe Matteoni  © SBE
Il primo fantasy a tutti gli effetti di casa Bonelli è arrivato quest'estate.
Dragonero ha fatto parlare molto di sé, ma ancora i lettori stanno col fiato sospeso per attendere la fine del primo ciclo di 4 numeri, che apre la serie.
Un enorme lavoro alle spalle per i due sceneggiatori: Luca Enoch e Stefano Vietti. Un mastodontico lavoro di studio e preparazione per i disegnatori, che assieme agli sceneggiatori hanno costruito un mondo, come il fantasy impone, con una sua planimetria, le sue armi, la sua natura, le sue popolazioni.
Indubbio che in questa prima fase il lavoro più massiccio come disegnatore se lo sia preso Giuseppe Matteoni, che disegna e colora le copertine, e che ha dato la mano a tutto il primo ciclo, con grande coerenza e delicatezza.
Abbiamo dedicato a lui, infatti, lo sketchbook che troverete nel numero 89, e però abbiamo accompagnato anche da un'intervista a Luca Enoch, che ci ha raccontato la linea creativa tenuta da lui e Vietti.
Pubblichiamo qui dunque uno stralcio dell'intervista e schizzi di altri disegnatori.
Gruppo l completo, di Alfio Buscaglia © SBE

«Il fantasy è sempre stato un mio amore, sin da ragazzo quando inciampai nel Signore degli Anelli e nella saga di Star Wars, che io considero un fantasy tecnologico, dove i soldati sparano con i folgoratori ma i veri guerrieri combattono con spade di luce! Il fantastico entra sempre nelle mie storie; anche in un’ambientazione realistica e urbana come quella di Sprayliz, gli ambienti sotterranei del Macondo, con i loro graffiti multicolori e gli enormi spazi nascosti e labirintici, erano in effetti ambienti fantastici.
Non ricordo dove l’ho letto, ma un Autore si riconosce dal fatto che si ripete ;)»
Studio di Ghoul, di Pagliarani © SBE

È una tua caratteristica questa costanza nel conservare ed evolvere progetti, mi sembra accadde anche per Gea. Credi che un buon sceneggiatore non debba arrendersi? O piuttosto debba saper conservare il materiale in modo da utilizzarlo nel momento e nel modo opportuni?

«Sì, è essenziale continuare a lavorare sopra a un’idea che si considera buona. A volte, però, un progetto nasce in tempi sbagliati o non è abbastanza solido perché magari l’autore stesso non ha sufficiente esperienza. Attendere nel cassetto allora può fargli bene; lasciare che suggestioni ed esperienze diverse vi sedimentino sopra e ritirarlo fuori dopo anni di oblio, può dare nuovo vigore a un progetto a suo tempo immaturo».

Tecnocrate, di Olivares © SBE

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2 commenti:

Finello ha detto...

Dopo il primo numero che era un po' così così ora la serie si è ripresa bene. Continuerò a seguirla ancora per un po'.

Bonelli ultimamente sta sfornando cose interessanti, anche se siamo in tempo di crisi un imprenditore deve mettersi in gioco e provare a rinnovarsi. Bravi!

chenmeinv0 ha detto...

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