martedì 5 novembre 2013

Che pezzo da 90!

Questo numero 90 di «Scuola di Fumetto» è piaciuto molto a Lucca Comics and Games (di cui troverete domattina molte notizie e curiosità sul blog di ComicOut). 
Piace la nuova testata, più piccola e laterale, piace la copertina (e ci mancherebbe...), piace quello che c'è dentro.
Non siamo dei vanitosi, lo sapete, raramente ci facciamo le lodi da soli, ma per questo numero 90 facciamo letteralmente la ruota. Agli abbonati è partito oggi, in fumetteria dovrete attendere qualche giorno, in edicola dovreste trovarlo e, come sempre, vi consigliamo di comprarlo sempre dallo stesso edicolante e di richiederlo. In ogni caso è già acquistabile online dal nostro sito.

Parliamo dunque del terzo pezzo grosso  che troverete al suo interno. 
Un'intervista a Tito Faraci non è certo una novità assoluta sulla nostre pagine, ma questa volta Tito ritorna, non solo con le sue molteplici collaborazioni (la più rada con Dylan Dog, la più regolare con Diabolik), ma soprattutto a parlarci del suo ruolo per «Topolino», argomento scottante degli ultimi mesi, prima e dopo l'ufficiale passaggio a Panini.
Ma per queste storie (questa è disegnata da Giorgio Cavazzano) oggi il © è Panini?
«Dalla scorsa primavera sto collaborando con Topolino come editor, seguendo un gruppo di giovani autori arrivato ormai a una decina di elementi. Alcuni avevano già scritto fumetti disneyani, altri cominciano ora. Questi ultimi, ovviamente, rappresentano la sfida più interessante e, per un editor, gratificante. Sangue nuovo. Il problema più grosso è trovare gente che conosca bene e profondamente l’universo dei topi e dei paperi. Saper sceneggiare è solo una base di partenza, ma non basta. E, oltre alla padronanza dei personaggi, è necessario sapersi muovere attraverso tutti i grandi modi della narrazione: commedia e avventura, realismo e fantasia. Inventarsi universi meravigliosi e, allo stesso tempo, sapere raccontare piccole storie di gente comune. Non è semplice.
Il lavoro che sta facendo Roberto per Dylan Dog è importantissimo e molto complesso, ma diverso dal mio. Io faccio anche un’opera di scouting, che è soltanto all’inizio. Mi piacerebbe portare su Topolino grandi autori arrivati da altri tipi di fumetto. Scrivere Topolino deve tornare a essere un traguardo, un onore. Come lo è per me. Qualche nome c’è già, ma per ora non posso ancora rivelarlo. (ma sappiamo che alcuni nomi sono davvero grossi... n.d.r.)

Sto lavorando a vari progetti che riguardano Topolino e anche… be’, Paperinik. Il che, per chi sa leggere fra le righe, è già un indizio. Se fossi uno che usa gli emoticon, qui ci metterei un una punto e virgola e una parentesi chiusa».
 
Ma per queste storie (questa è disegnata da Silvia Ziche) oggi il © è Panini?

E parliamo con lui del suo mestiere di scrittore, ormai al terzo libro (e al secondo horror per lettori young adult), ma anche del suo rapporto con internet e con i vari media, quali la radio, cui è certo affezionato dai tempi del giornalismo musicale: i suoi inizi.
Tizzoni d’inferno, trasmissione è molto seguita, e oggi un nuovo blog di commento al fumetto su Linkiesta. Forse è una nuova tendenza quella degli autori di creare un rapporto più fitto col pubblico. 

«Appartengo a una generazione di autori di fumetto che ha cominciato a percepire di avere – di potere avere – anche un ruolo sociale, come capita per i romanzieri, i registi o i musicisti. Il nostro punto di vista è diventato interessante, anche al di fuori di quello che riusciamo a dire nelle pagine di fumetto. Abbiamo un posto nel mondo e, in questo senso, anche una responsabilità maggiore. Poi, sia chiaro, i colleghi che si “limitano” a stare in casa a fare il loro lavoro hanno tutta la mia stima e, a volte, pure un po’ d’invidia.
Tizzoni d’inferno non è uno spazio critico nel senso tradizionale (e un po’ restrittivo) del termine. Nel mio podcast si chiacchiera di fumetti, di quello che succede in questo campo. Con un tono da bar, ironico, senza però mai scadere nella caciara. E, soprattutto, faccio parlare i miei ospiti: da Giorgio Cavazzano a Mauro Boselli, passando da Roberto Recchioni e Silvia Ziche». 


Super-presente in twitter, cosa dobbiamo aspettarci dal blog re-fuso, dove ti sei annunciato più “cattivo”?

«Sto prendendo le misure. Di sicuro, non parlerò soltanto di fumetti. È un diario di vita, in cui c’è anche – ma non solo – il mio lavoro. È un periodo in cui la politica, per esempio, è tornata a interessarmi molto. E twitter mi ha insegnato un approccio diretto, sintetico e, quando serve, anche duro e sarcastico. Il mio precedente blog era un po’ troppo “trattenuto”, in punta di forchetta. Ma non sono più tempi. Non per me».


Per noi è tempo di leggere la sua intervista intera su SdF 90. E poi andare avanti, sempre!

1 commento:

profilo blogger ha detto...

Ciao, il tuo blog mi sembra meraviglioso, ti va di visitare il mio, grazie!!!
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