lunedì 28 gennaio 2013

SDF 86 - di topi, di paperi e cinema

Questo numero di Scuola di Fumetto, che trovate in edicola, incontra come sempre uno sceneggiatore.
Questa volta un nome della produzione Disney su «Topolino», la più classica.
Ma Paperi e Topi con Roberto Gagnor sono pronti a vivere avventure meno prevedibili, per esempio a incontrare la storia dell'arte e lo stesso Walt Disney in persona assieme a Salvador Dalì.

Ecco un breve starlcio dall'intervista a Gagnor, dove scoprirete che lo sceneggiatore è totalmente dedito alla banda Disney per quello che riguarda il fumetto, ma assai curioso anche d'altro, scrive persino per ilPost ... soprattutto cinema, e non solo in Italia.
Sceneggiare è raccontare storie attraverso sequenze di immagini... e di questi tempi non è poco.

La parola a Gagnor


Quali sono stati i tuoi primi passi?

«Be', io sono uno di quelli che ha sempre scritto e disegnato. Da bambino disegnavo e scrivevo le mie storie sui taccuini a quadretti: rileggendoli adesso mi sembra di non aver cambiato stile! Certe cose le avevo capite già allora, certe cose non le ho ancora capite oggi. Però ho sempre scritto, disegnato e letto tantissimo. Ho iniziato con l'idea del fumetto, ma dopo il liceo classico e Scienze della Comunicazione sono passato anche al cinema. Dopo qualche orrido corto, ho racimolato i soldi per un corso estivo di regia e sceneggiatura di due mesi, negli USA».
© Disney - disegni di Giorgio Cavazzano


Narrazione disneyana, che cosa implica prima di tutto?

«Implica soprattutto capire che questi non sono pupazzi di paperi o topi. Sono ESSERI UMANI travestiti da paperi e topi. Hanno idiosincrasie, difetti, pregi, particolarità. Pippo e Paperoga sono molto diversi tra loro e non sono "due sballati". Topolino non è un precisino noioso: lo è se lo scriviamo male. Poi ci sono regole di linguaggio e contenuto che partono dal fatto che stiamo fondamentalmente scrivendo per dei bambini (anche se il target poi arriva fino ai novant'anni), ma la chiave secondo me è questa. E poi la voglia di far divertire i lettori, di dare loro una pausa, una sosta, una distrazione. Che non vuol dire offrire contenuti banali o stupidi: ma pensare a raccontare storie e a divertire, prima di tutto».

 Molti che desiderano entrare in Disney, ci chiedono come farlo...

«Be', io ho spedito i soggetti in redazione, via posta, come chiunque altro! Poi ho lavorato tantissimo per imparare e padroneggiare lo stile Disney. Sicuramente bisogna lavorare molto per adattarsi a quello stile lì: come dice proprio Ezio Sisto, non scrivere storie di Gagnor che poi sono anche Disney, ma proprio il contrario. E poi andare per gradi: iniziare a scrivere storie brevi, ma che funzionano». 

Grandi consigli di uno sceneggiatore che ha ormai ha davvero molte storie disneyane alle spalle, ma magari per conoscere la sua anima cinematografica in questo sito o meglio ancora: divertitevi e andatea vedervi questo corto.

mercoledì 23 gennaio 2013

SdF 86 - a Lezione da De Cubellis

Gennaio è il più crudele dei mesi.
Perché inizia un anno e lo precedono le feste natalizie che tutto sconvolgono.

L'anno nuovo che inizia, portando novità. Quali?
Lo staff redazionale si modifica e amplia e Scuola di Fumetto non si fermerà dov'è.
Stiamo lavorando per voi, scrivono su cartelli gialli dei lavori in corso, e alcune novità, le prime, le assaggerete già da questo numero 86, in uscita tra pochi giorni.

In questo numero la prima parte di una ponderosa lezione di Davide De Cubellis sulle copertine. La seconda parte la troverete nel n.87 che uscirà attorno al 10 marzo.


Elementi di Matematica per giovani aspiranti illustratori

Non sono un fanatico della tecnica e molti altri colleghi sono più bravi di me a raccontare su quale tipo di foglio, con quale marca di pennino hanno inchiostrato quella roccia o con quale tipo di medio screpolante hanno realizzato un bellissimo effetto acqua.
Generalmente io lavoro in digitale, con Photoshop.
Il primo studio avviene spesso su carta, per praticità e immediatezza più che per retaggio culturale: posso appuntarmi uno scarabocchio sul retro di un volantino, mentre vado in metro…





Definisco le masse e i piani con qualche pennellata di chiaroscuro: il bozzetto prende vita.







La pittura è il nostro ipotalamo e da essa recuperiamo una forza primitiva, reinventiamo un linguaggio, costruiamo nuove grammatiche. Si ruba da un Duccio di Buoninsegna, da uno sconosciuto murales mesoamericano o da un Paul Klee, per proporre all’editor di turno un “neo-immaginario”.


Ecco, tutto questo e molto di più troverete nella lezione sul n.86, e scoprirete assieme a noi i mille riferimenti d'ogni tipo e provenienza che stanno dietro a un'illustrazione e a ogni fumetto d'autore...

venerdì 11 gennaio 2013

Lezioni di Anatomia

Una fan ci ha regalato Lezioni di Anatomia, di Nicolò Pellizzon.

La versione normale, non la special edition o la versione con dedica dell'autore allo stesso prezzo. sniff sniff. Non ci sono più le fan di una volta.

È stata una piacevole lettura. È un fumetto diverso, sceneggiato molto bene e ovviamente disegnato più che bene. È una cosa "diversa" perchè non segue in maniera pedissequa i canoni della vituperata graphic novel ma miscela approcci diversi senza mai perdere leggibilità e quella suspense che ci sta tutta. Grazie per il regalo.

Inoltre è periodo di saldi: se lo volete, ve la portate a casa con lo sconto, se seguite le istruzioni del blog dell'editore.
Se invece questa bellissima recensione non vi ha convinto, andate a vedere sul tumblr di Nicolò o sul blog dedicato al libro che roba c'è dentro. E fate like e follow, che i poveri autori vivono anche di queste cose.

lunedì 7 gennaio 2013

Cavacon winter 2013

Avremmo voluto aprire raccontandovi del film “L’Hobbit”, che siamo finalmente andati a vedere, ma niente, ci siamo addormentati dopo mezz’ora...
Quindi vi raccontiamo del Cavacon winter 2013.
Innanzitutto un minimo di spiegone, come si usa nei fumetti seri: il Cavacon è una convention dedicata a fumetti, giochi di ruolo, videogames, con gli immancabili cosplayer di turno. Ad organizzarlo è l’associazione culturale omonima su Marte, la mediateca del comune di Cava dei Tirreni.
Partiamo proprio dalla mediateca: la vecchia pretura di Cava è stata trasformata in uno spazio luminosissimo davvero polifunzionale, dove la parola chiave è una sola: largo ai giovani.
E di giovani ce ne erano tanti. Abbiamo fatto il viaggio in treno con tanti di loro, e ci hanno trasmesso un’energia travolgente.
Chi c’era a questo Cavacon d’epifania?
Un fracco d’autori. Tanti. Per l’elenco completo vi rimandiamo al programma ufficiale, e siamo molto dispiaciuti di non averli potuti incontrare tutti.
Siamo felici di aver potuto incontrare Cecilia Latella, che esponeva in collettiva al primo piano della mediateca.
Abbiamo incontranto anche il nostro amico David Lloyd, entusiasta per la sua nuova avventura Aces Weekly. Nel prossimo post inizieremo a raccontarvi tutto...

giovedì 3 gennaio 2013

Sa anche scrivere

Segnaliamo il blog di Leo Ortolani. Parla di fumetto stavolta, giuro.
Argomento, Paola Barbato e i suoi ultimi lavori.
Anche a noi la Barbara ci piace tanto di più con gli occhiali
© noirfest.com

O forse parla della situazione del fumetto in Italia. Sarà una nostra deformazione, ma attualmente leggiamo questo intento (e parecchia rabbia) in tutte le penne intelligenti d'Italia.
Sarà colpa della crisi. Appena scopriamo chi l'ha creata, sarà tempo di distruzione.