domenica 17 febbraio 2013

SdF 86 - esordiente

Lo spazio esordienti presenta persone assai diverse, giovani ancora molto incerti, ma che dimostrano carattere, autori che sono molto vicini alla professionalità, speriemntatori, creativi, blogger...
I nostri esordienti, che nel corso di 11 anni sono stati pubblicati sulle pagine di Scuola di Fumetto, spesso sono diventati autori noti.
Per noi dunque, più che una prova di quanto sappiamo riconoscere la mano dell'autore anche quando ancora acerba, è un augurio, unportafortuna, quello che diamo ai disegnatori e autori dello spazio esordienti.
Le possibilità di lavoro nel fumetto si sono ampliate, ma lo sappiamo che non altrettanto per le possibilità d guadagno. L'augurio oggi è che fare fumetto sia un lavoro retribuito il giusto, ma come tutti i lavori artistici comprende una parte di gavetta e un principio di piacere personale. Se no n lo si fa per passione, il fumetto non è il mestiere da scegliere.
Proprio di questo parlavamo a Lucca Comics and games con un giovane visitatore, che di mestiere fa il ritrattista per strada, e talvolta il pittore, ma che ama il fumetto visceralmente.
E quando abbiamo visto le sue tavole, disegnate qualche anno fa, abbiamo capito che andava fatto vedere e promosso nel mondo del fumetto.
Viene dal Perù, dove i fumetti si fanno poco, ma si leggono, ha vissuto in Argentina, dove il fumetto è re.
Oggi è in Italia e il fumetto non può perderlo: José, alias Puka Inti.
Ecco il suo fumetto e una foto in cui José sfoglia il giornale, dove è pubblicato...

martedì 12 febbraio 2013

Notizie del giorno

Oggi su "Conversazioni sul Fumetto" è uscito un pezzo sulla situazione della critica fumettistica in Italia. La lettura è caldamente consigliata a tutti: è scritto bene, dice cose originali e non fa polemica gratuita. Per il panorama italiano, più difficile che trovare una vergine a Palazzo Grazioli.

Cosa pensa «Scuola di Fumetto» della "critica di fumetto"?
Pensa che non vuole farne. E le ragioni le ha espresse bene Andrea.
Lo scopo della rivista è avvicinare, in maniera diversa e mediata, autori e lettori. Fare e guardare fumetto. 
La mission (scusate l'inglese) è "aiutare a fare fumetti", non "parlare di fumetti".

Numero dopo numero ci chiediamo come fare. Ad ogni timone ci chiediamo se sia il caso di chiudere la rivista, o continuare. E la ragione per chiudere non è (tanto) la crisi che impera nel mondo dell'editoria e dell'edicole in particolare, quanto aver esaurito il nostro compito.

Ogni numero cerchiamo di scrivere gli "articoli" che realizzino il nostro scopo, evitando di copiare o ricalcare i blog e i portali. Non cerchiamo di dare una copertura a tappeto delle news, ma solo le news che possono fare la differenza per FARE i fumetti: i concorsi o le nuove piattaforme di distribuzione, ad esempio.
La critica di fumetti aiuta, serve. Ci riempie di piacere leggere cose scritte bene sull'argomento. Ci rattrista leggerne di faziose, polemiche o semplicemente scritte male. Quando ci riusciamo, proviamo a far salire a bordo "critici" capaci.
Nel frattempo cerchiamo di fare la nostra parte, e speriamo di farla ogni giorno un pochino meglio.


© Xkcd

- Che ne pensi di questo vino economico?
- A me il vino sembra tutto uguale.
- Non hai mai provato del buon vino. Se tu fossi stato più attento, ti saresti reso conto che c'è un intero mondo da scoprire.
- Ma questo è vero per qualunque cosa! Il vino, la musica house, i font, le formiche, le firme su wikipedia, il porno surrealista canadese – se studi qualcosa abbastanza a lungo diventerai un critico snob.
-Ma alcune cose sono molto più profonde della altre.
- Se tu chiudessi della gente in una scatola per un anno con 500 fotografie di Joe Bidden che mangia un panino, tutti si convincerebbero che alcune sono buone e alcune orribili.
- Stai esagendo.
- Dici?

Un anno dopo:
- Certo, queste inquadrature sulla bocca chiusa sono noiose, ma nella numero 415, il modo in cui la mandibola circonda la maionese sulla sua mano è pura poesia, e –
- Ma tu guarda, tu che parli dell'inquadratura della maionese. Ascoltandoti, uno si convincerebbe che non c'è altro di interessante in un panino.
- Guarda invece come la luce colpisce il colletto della camica attraverso la lattuga nella numero 412. E' tra le dieci più belle anche se non c'è nessuna maionese da nessuna parte.

giovedì 7 febbraio 2013

SDF 86 – Germania anni 2000


Ancora  una segnalazione di contenuti di questo numero ormai distribuito da vari giorni in edicola e fumetteria (perciò, se non lo trovate,richiedetelo e ditecelo).


Un colpo d'occhio sulla Germania, che dopo un passato di nazione più lettrice che autrice di fumetti, oggi propone all'estero, con orgoglio culturale, attraverso il Goethe Institut, il suo parco autori.
Incontreremo di persona a BilBOlbul, Ulli Lust, che ha raccontato la sua esperienza fatta a 17 anni, di attraversare l’Italia in autostop. Esperienza dura. La sua storia è raccontata con indifferenza più che con ironia: “Qual è il suicidio più lento? Nascere e aspettare, che tutto finisca.”

E gli autori tedschi sono spesso giovani, forti e disegnano e scrivono graphic novel, ma le opere sono varie, e lo vediamo già in questo numero:
Reinhard Kleist dopo la biografia su Johnny Cages è partito a fare un reportage a Cuba, da cui è derivata anche una biografia  su Fidel Castro.

Ma quando sei andato a Cuba che cosa ti aspettavi?
Prima di partire mi ero preparato, documentato, mi ero fatto delle domande su come fosse vissuto il socialismo nell’isola, ma al ritorno mi sono accorto che non avevo trovato risposte. Anzi, avevo ancora più domande di quando ero partito.
Il libro poi è uscito da noi nel 2008 e ha avuto un buon successo, la Germania è molto interessata alla situazione cubana, la Germania dell’Est intratteneva ai tempi ottimi rapporti con Cuba. Così ho proseguito le mie ricerche su Castro, capivo che era un argomento di interesse diffuso.



Jutta Bauer è la più importante autrice e illustratrice tedesca per bambini, è stata in mostra a Napoli dove ha tenuto anche laboratori con i giovani lettori, e ora a Genova, sempre attraverso il Napoli Comicon e il Goethe Institut.  

Hai abbandonato il fumetto negli ultimi anni? E l'illustrazione o vignetta per adulti?
Fumetti e illustrazioni sono due cose molto diverse. Ho smesso perché non volevo ripetermi e diventare noiosa. Il boom dell’illustrazione per adulti c’è stato negli ultimi anni. Negli anni ’80 non succedeva molto. Ora di tanto in tanto faccio qualcosa per gli adulti, ma i libri per bambini rappresentano ancora il mercato primario. Pensate che le illustrazioni per adulti siano più interessanti? Più importanti? E quali sono poi i confini?

E di confini tra fumetto, illustrazione e lavoro per ragazzi o adulti sarebbe davvero interessante parlare...

venerdì 1 febbraio 2013

SDF 86 – Gud, un italiano alla corte del Vietnam

In questo numero l'intervista all'autore è a Gud, autore giovane, che ha var libri alle spalle, ma che nel 2012 è diventato noto con Notte dei Giocattoli, da un testo di Dacia Maraini, ed è andato anche a vedere e raccontare il Vietnam, nel maggio scorso.
QUI trovate come scaricare il pdf del suo racconto di viaggio e e altre cose attorno.

Invece eccolo sulla nostra rivista a raccontarsi con semplicità. Il Piacere del fumetto, di leggerlo, di farlo e di condividerlo, in particolare con i bambini  in scuola e biblioteche...

«Due eventi legati a La Notte dei Giocattoli mi hanno coinvolto di più emotivamente. Il primo è stato l'invito del reparto di oncologia pediatrica del Policlinico Gemelli di Roma, durante il quale il livello di emozione era palpabile, e l'aver raccontato la nostra storia per un'ora è stato un timido modo di staccare un po' per i bambini e i genitori dall'angosciante quotidianità ospedaliera che sono costretti a vivere.
L'altro evento è stato quello che ha visto il libro concorrere al premio della trasmissione radiofonica di Radio Tre Fahrenheit come miglior libro dell'anno. Vedere un fumetto, per di più per bambini, concorrere con libri di narrativa di differente spessore, è stata una bella emozione».


«Adattare un testo teatrale è sicuramente più semplice che adattare un romanzo o un racconto, perché ha già una divisione in scene e una scansione dei dialoghi dei protagonisti. L'unica difficoltà è stata quella di inserire la musica, tanto presente nella pièce teatrale, che nel fumetto ha perso un po' di spazio in favore di sequenze raccontate senza parole. Ho avuto la libertà di cambiare molte cose rispetto al testo originale, anche elementi “strutturali” come per esempio la grandezza dei personaggi.


Per ovvi motivi nell'opera teatrale sono i giocattoli a diventare grandi come delle persone reali, mentre nel fumetto è Giulia a diventare più piccola, la mia stanza non aveva gli spazi fisici per far muovere cinque persone e rimanere credibile, cosa che nel palco teatrale invece riesce benissimo».

«Mi piace rimanere stupito davanti alle proposte dei miei studenti, siano essi bambini o adulti. Sono sempre stato molto ottimista riguardo al futuro del fumetto italiano e il fermento di questi ultimi anni sembra darmi ragione».