giovedì 30 maggio 2013

Scuola di Fumetto 88!


Ve lo raccontermo nei dettagli nei prossimi giorni, questo SdF 88 di cuui andiamo fieri, e che dovreste trovare in edicola in questi giorni (con le varianti d'uso delle diverse località).
Avrete notato che stiamo uscendo un po' "slittati" in avanti... ma nessuna "pausa alla Linus" :) solo tempistiche date dalle molte cose che stiamo organizzando (le saprete nei prossimi giorni) e dal fatto che siamo pochi.

Eccovi dunque un riassunto del n.88



Un'intervista ad Alan Moore di Pádraig Ó Méalóid, tradotta da smoky man
L'autore parla del presente, Tacher compresa...

E la nostra esclusiva intervista ad Alessandro Baronciani, forse il più coerente e indipendente degli autori italiani, di sicuro quello che fa battere più cuori femminili!

Pat Carra, ovvero la satira dalla parte delle donne! Tra vignette, librerie, ricami e Aspirina!


E un super sketchbook! Quello di Alberto Breccia, grande e indipendente figlio d'arte, da Alvar Major alle sue ultima produzioni, fino ai quadri e al futuro: TEX! Il suo segno drammatico e grottesco come non lo avete mai visto...

Sceneggiare? Quando non ci si limita al fumetto... Mauro Uzzeo, regista, autore sceneggiatore di animazione, video e fumetti... troppe cose da raccontare!

Delebile, a questa casa editrice autoprodotta dedichiamo lo spazio dei piccoli, grandi coraggiosi editori e autori indipendenti.
Infine ci fa piacere segnalarvi le due nuove rubriche che abbiamo inserito nella rivista.
Già nel n.87 è apparso Garage Babeuf - per una meccanica del fumetto, del blogger-filosofo Boris Battaglia. Analisi fuori dagli schemi, che celebrano l'amore del fumetto a colpi di machete. In questo numero: Il fumetto e la cecità, ovvero Alberto Breccia..

Nel n.88 Figure Cifrate - guardare, leggere, scrivere, del professor Daniele Barbieri, docente, critico e allievo di Eco e blogger. Le sue analisi di tavole del fumetto, classico o contemporaneo, sono delle vere lectio magistralis di grande comunicazione. In questo numero: La Ballata del Mare Salato.

L'esordiente di questo numero è un allievo della scuola online: ilGiack, riderete con lui...

mercoledì 29 maggio 2013

Sul Topo in rete...

Il post di lunedì, pubblicato su ComicOut e che leggete qui sotto nel post precedente, ha mosso ieri la rete. Molti hanno ripreso la notizia e se qui linkiamo i vari post, chiediamo anche di segnalarcene.

il Corriere.it
afNews
Antani
Sbam!
ComicsBlog
Io se fossi Garamond
Modena online
il Resto del Carlino
Papersera
Libero

Topi ed elefanti

Visto il taglio che ha preso la questione, da questo momento la copertura che stiamo cercando di garantire sulla vicenda il post uscito su ComicOut passa qui su quello della rivista Scuola di Fumetto e qui lo riportiamo.

 

Parliamo di quell'elefante nella stanza, che più o meno tutti stanno ignorando.

Tutte le cose che scriveremo in questo post ci sembrano probabili e alcune "certamente probabili".
Ma finché le due aziende coinvolte non risponderanno alle nostre richieste di commentare le voci che circolano da tempo e che nell'ambiente hanno preso consistenza, dobbiamo considerare queste affermazioni come ipotesi, poco più che "un racconto | narrato da un idiota, pieno di suoni e furore, | che non significa nulla...", ma se vi piace seguiteci.

Le nostre fonti segrete e molteplici ci hanno fatto immaginare questo: TOPOLINO SE NE VA!
«Topolino», la testata, assieme ad altre testate Disney, migra da Disney Italia e la licenza passa a Panini.
Così come è per «L'Uomo Ragno» anche «Topolino» sarà della casa editrice modenese.
La produzione di fumetti dovrebbe restare a Milano, e con un ricambio di autori (nuovi sceneggiatori sono stati chiamati alle armi, in grande segretezza), ma anche una diminuzione di produzione, probabilmente. 
E poiché Panini non produce riviste, ma volumi o albi tradotti, e però Panini ha comprato «Cioè», (testata romana che non sta producendo denaro, ma ha una redazione), la redazione delle riviste potrebbe diventare romana, con un agile risparmio.
Vi gira la testa?
Comprensibile.
Ma da tempo alla Disney americana i fumetti interessano poco o niente. È piuttosto il mercato europeo, con Francia e Danimarca in testa a curare edizioni e produzioni dei fumetti e giornaletti.
Ricordiamoci infine che, fino al 1988, «Topolino» usciva per Mondadori, era fatto da Mondadori e da molti autori italiani (come ora). La scelta di far uscire "Topolino" da Mondadori fu tutta Disney, contro il parere del capitale Mondadori.
Insomma niente da stupirsi se le testate cambiano di mano.
Di certo serpeggia inquietudine tra i lavoratori, si direbbe che si parli di cassa integrazione quasi fosse una fabbrica... ma non lo è?
Una fabbrica di idee, ma anche di artigianato di alto livello, di produzione industriale, una produzione che si esporta ed è marchio di qualità Made in Italy.
Sarà a settembre la nuova uscita? O prima?
Questo bellissimo numero di «Topolino», il 3000, esurito in 24 ore, sarà la pietra di confine?


Dopo di me il diluvio

AGGIORNAMENTO:
è arrivata ora da parte di Disney il no comment ufficiale, "per policy".

sabato 25 maggio 2013

Dylan in affido

L'altro giorno abbiamo sentito direttamente Roberto Recchioni su questo blog.
Era stanchissimo ma ci ha risposto per quello che riguarda il suo nuovo ruolo. D'altra parte Roberto è preso anche dal suo Orfani che sta per prendere il volo dopo tanta lavorazione.

Qualche voce diceva che Tiziano Sclavi, assieme a Roberto, stava tornando ad accudire direttamente in modo più coinvolto e attivo, il suo Dylan.
Piuttosto che riportare voci, abbiamo chiesto allo stesso Sclavi, che sempre ci ha risposto con sincera amicizia e cortesia.
Ed ecco le sue parole:
«Non sono affatto tornato attivo su Dylan. Recchioni è stato nominato curatore anche perché io ormai... L’ho proposto io, ho caldeggiato la sua nomina. Perché è bravo, giovane (be’, molto più giovane di me, in ogni caso) e pieno di idee ed entusiasmo. Io ora più che mai sono in pensione, non voglio che si parli di me, ma di Roberto. E questo è più o meno tutto quello che ho da dire».

Un passaggio di scettro importante.


Morgana, sceneggiatura i Tiziano Sclavi


Morgana, disegni di Angelo Stano © SBE



Sperando comunque che di tanto in tanto Tiziano faccia sentire la sua voce nelle storie dell'Indagatore dell'Incubo, rifacciamo i complimenti e un augurio di benvenuto e di buona reggenza a Rrobe. 
La svolta darà a Dylan Dog nuovo slancio, un rinnovamento, all'interno della tradizione, che  sicuramente si rende necessario e stimolante per un personaggio che ha successo così lungo e ampio.
Il rinnovamento lo vedremo presto, dalle prime storie raggiungibili con il restyling e annesse copertine, che dovrebbero dare un segnale chiaro e forte di questo cambiamento... così si dice...

Per finire, ci fa piacere che Sclavi ci abbia salutati con un commento sulla prossima produzione di ComicOut:
«Invece, parlando di cose serie, non so dirti il piacere che mi fa la ristampa del Dottor Oss (di Mino Milani e Grazia Nidasio n.d.r.). Quello sì che è un capolavoro. È stato uno dei miti della mia infanzia, e molti anni dopo ho potuto vedere le tavole originali: splendide. Spero che lo pubblichiate in formato grande».

mercoledì 22 maggio 2013

DD: Domani Dylan


Claudio Villa
© SBE

«È impossibile dire come cambierà  Dylan Dog, non dipenderà solo da me, ma da quello che tutti gli autori riusciranno a fare.
Di sicuro non sarà certo Dylan 2.0, ma se vogliamo usare un termine informatico sarà downgrade: un tornare al sistema operativo precedente. Cercare di ritornare all'origine, al Dylan Dog che era e che è anche, rileggendolo, ora.
Il primo DD è simile a una serie televisiva odierna, mentre le storie attuali no. Lo scopo è quello: riportarlo a quella attualità e modernità». 

Questo ci dice Roberto Recchioni,  ufficialmente da l'altro ieri, nuovo curatore di Dylan Dog.

Angelo Stano © SBE

Dylan riuscì, poco dopo la sua uscita, a mutare il pubblico bonelliano, ad attualizzarlo.
Attorno poi nacquero eventi nuovissimi per il mondo del fumetto, come il festival di film splatter, e DD divenne icona per molte pubblicità progresso, rivolte a un pubblico giovane.

Immaginiamo che anche oggi questo vada fatto, in modo nuovo, ma coerente con quello che fu il rilancio di Dylan nel momento del suo successo popolare, dovuto in primis al passaparola, cioè ai suoi lettori.
Roberto Recchioni è sicuramente vicino a questo modo di comunicare. 

Ce ne parla (ma è presto per chiedere di più, basterà seguirlo nei prossimi giorni sul suo sempre aggiornato blog) accennando al futuro prossimo:

«I temi e le sensibilità saranno legati agli autori coinvolti. Tiziano è una persona che era 10 autori in 1, io invece sono vicino a Dylan Dog solo sotto alcuni punti di vista, Paola Barbato sotto altri, dobbiamo essere tanti per fare uno Sclavi solo.
Personalmente non scriverò, penso, molti DD, forse un paio all'anno... ma ci penserà un nuovo mix di autori a ricreare quel Dylan Dog competo».

– E il tuo apporto sarà solo da sceneggiatore e supervisore? E la tua capacità di agire in rete e con il pubblico?

«So quello che farò per certo: io cercherò di comunicare Dylan Dog, nel mondo del fumetto Bonelli, come non ho mai comunicato».

Rrobe è sicuramente un grande sceneggiatore, ma è anche un grandissimo comunicatore in rete.
Imbattibile.
Unire le due virtù è molto utile per un Dylan Dog che ha usato tanto la comunicazione, ma quella di 25 anni fa, e trova nel suo creatore un autore geniale, attento a tutta la narrazione sotto ogni forma, ma poco presente in rete.
L'unione fa la forza, ce lo insegnavano da piccoli. Era la fiaba in cui il vecchio padre morente raccoglie i figli e dimostra come sia facile spezzare ogni fuscello e impossibile spezzare la fascina.
Che cosa porterà il fuscello Recchioni ai fuscelli del mazzo Dylan Dog?
Che cosa stanno immaginando ASSIEME?
Ce lo dice lui, stanchissimo (ma felice) dopo Torino, e dopo incontri e riunioni plenarie attorno all'Indagatore dell'Incubo. Perché è tutto sommato un animo gentile quello che si cela nello scatenato polemizzatore di rete e ci vuol bene (perciò lo leggerete meglio e più su Scuola di Fumetto 89, a luglio).

Gli facciamo ancora due domande, molte altre le approfondiremo presto:

– Ma tu che con Orfani ti rivolgi a un pubblico dai 12 anni in su, porterai anche Dylan a dei lettori più giovani?
«Per età dei lettori e modo di arrivarci vaghiamo ancora nel buio. Non credo che con Dylan potremo arrivare a 12enni, non per qualità del prodotto, ma per la sua storia: DD ha scritto sul dorso n.300 e passa, è difficile recuperare lettori così giovani con una serie ormai storica, ma i ventenni sì, e ci punto».

– Che lavoro tocca fare subito? Che fare con tutte le storie già scritte e disegnate? Gli archivi Bonelli sono sempre ricchi di materiale...

«Riprenderemo in mano tutto il materiale già pronto e faremo un lavoro di riscrittura io, Paola Barbato e ovviamente Tiziano Sclavi. Poi ci sono da scrivere subito nuove storie e da preparare materiali per gli sceneggiatori e i disegnatori dove spiegare la linea e i cambiamenti, anche piccole modifiche a Dylan stesso». 

– E Groucho, personaggio divertente ma difficile, si evolverà?

«Groucho resta ovviamente, non so ancora bene come interpetarlo, è un dilemma grosso. Una delle indicazioni di Tiziano è che lo si usi solo se gli si sanno dare delle battute buone, inutile copiarle da internet o inzepparlo a forza: se non hai un buon umorismo, meglio che in quella storia vada in vacanza.
Personalmente investigherò sulla mia personale interpretazione di Groucho che è più orrorifica rispetto a quella di Tiziano, come anche quella di Paola...»

Tutto da decidere, dunque, anche se sicuramente Tiziano, Roberto e gli altri hanno già un a direzione.
Della presenza di Tiziano Sclavi, del suo ritorno, parleremo domani, con novità e sussurri.
Cambiamenti, ma ci sembra un bel segno, non di crisi, ma di rinascita.
Qualcosa che dovrebbe accadere anche fuori del fumetto: cercare i nostri valori, i nostri punti di forza e rinforzarli, rinnovandoli.
È così che si esce e si cresce, cacciando i mostri.

Davide De Cubellis © SBE