giovedì 6 febbraio 2014

SdF 91

Mentre siamo in frenetica lavorazione del #92, ancora qualche appunto sul numero che trovate in edicola (e fumetteria).
Uno sguardo sulla Francia è doveroso, in questi giorni post-Angoulême è anche abusato nei vari siti, noi però, in questo numero parliamo di una mostra più piccola, ma importante e ricca di stimoli, cui siamo andati a Parigi.
Il SoBD sta crescendo a vista d'occhio, da mini incontro di critica all'interno di una galleria d'arte che si appoggiava al vicino bistrot, nel dicembre 2013 si è spostata in un ampio ed elegante spazio, nel cuore della vita e dello shopping, unendo la mostra mercato, con autori in dedica, a uno spazio di critica rappresentato da una scelta ricca di volumi e da interessanti incontri internazionali, con critici e autori.

L'incontro sull’Italia era moderato da Thierry Lemaire e vedeva la partecipazione di Matteo Stefanelli, che insegna anche ad Angoulême e dell'ormai parigino Manuele Fior. Oltre a loro, uno dei francesi che più ama l’Italia e i suoi fumetti, quel Florian Rubis, collaboratore nel passato di Hugo Pratt e Moebius, reduce da un'importante mostra su Jules Verne, in Russia, dove ha esposto anche tavole del nostro grande Caprioli.

Ha presentato la situazione italiana Stefanelli, con una nota quanto mai positiva: questa edizione del Festival di Lucca, il più antico d'Europa, per la prima volta ha superato come numero ingressi il Festival di Angoulême, che è quello più visitato, superando la cifra di 230.000 biglietti staccati.




Matteo Stefanelli e Manuele Fior

Chissà se quest'anno le cifre francesi ci hanno scavalcato a loro volta...

Anche Manuele Fior, che viene da un'esperienza di viaggi e di lunghi soggiorni europei, racconta il rapporto con la Francia, suo e di molti giovani autori che abitano a Parigi, subendone ancora oggi il fascino e la "bohème".
Ma la Francia è per Fior uno sguardo particolare sul disegno, che si manifesta in vari modi, dai saloni, alle mostre, ai libri. Gli autori si sentono più stimati, apprezzati, un buon motivo non solo economico per espatriare. D'altra parte l'Italia solo di recente (con quasi un decennio di ritardo) ha trovato lo spazio editoriale per il graphic novel e dunque per un'esposizione in libreria e l'apertura a un nuovo pubblico.

Nonostante gli autori francesi lamentino una situazione di crisi, di poco interesse dei media, di vendite più basse e di molti meno titoli usciti, per un autore italiano la Francia e il suo mercato del fumetto, sono ancora spazi invidiabili, di grande qualità.

(ecco le pubblicità nei corridoi della metro)



Perché l'Italia arrivi a livelli simili, nonostante grandi passi siano stati fatti dall'editoria in questo senso, occorre un pubblico di lettori (non solo di fumetti) più ampio e forte.
La cultura va fatta mangiare col salame, diffusa, distribuita gratuitamente, spinta. 
vi ricordiamo la mostra aperta fino ad aprile, sull'immigrazione nel fumetto, al Museo della Storia dell'Immigrazione

Solo un popolo di lettori e di persone sensibilizzate alla qualità di racconti, musiche, immagini e parole, potrà anche essere un popolo che premia gli autori e i prodotti di qualità, a tutti i livelli.
E anche il fumetto.
(o pensate che dovremo chiamarlo sempre di più graphic novel, perché possa fare più strada?)

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