martedì 11 marzo 2014

#92 Last Man! E il manga è più forte?

Eccovi rivelata la seconda parte della copertina di Scuola di Fumetto #92!

Uno sketchbook internazionale con Bastien Vivès. Il giovanissimo autore che divenne famoso qualche anno fa con la storia d'amore, quasi senza parole, Il gusto del cloro (edita da Black Velvet), ha continuato a produrre fumetti d'amore e di avventura, ironici e scattanti, per libri e per il suo blog.

Oggi lo pubblica BAO, e esce il suo primo "manga" in vari volumi, una produzione colossale, su storytelling di Balak e  disegni anche di Michel Sanlaville. Assieme il trio può mantenere una produzione serrata, seriale, e divertirsi nel farlo. Lo potete (se sapete il francese) sentire qua, dalle loro voci. Si parla di manga e di Akira, si dice che il manga è superiore come narrazione a quella della bédé classica, perché fa sentire rabbia e sentimenti e anche l'azione dei personaggi è più libera.
Bastien è, anche da solo, un autore estremamente libero e intelligente, rifugge i moralismi e teme la seriosità, usa la leggerezza, ma la usa come una ballerina, come la sua Polina (forse ad oggi la sua opera più imperdibile), la leggerezza delle ballerine è fatta di passione e sentimento, ma soprattutto di muscoli, tensione, e allenamento.
Su questo SdF #92 di Bastien troverete solo i rarissimi layout delle pagine a fumetti, gli schizzie, studi di personaggi, vecchi album disegnati a pastello, in viaggio.
Per questo ci piace citare qui un brano della vecchia intervista, apparsa sul #68 di SdF (nel 2009).
Gli inizi del disegnare partono sempre dall'infanzia... sentiamo quella sua, non così lontana:


Quello che colpisce sul blog Ciucci, che pubblica i disegnatori da piccoli, è la qualità del tuo disegno verso i 12-15 anni, già decisamente riconoscibile rispetto a quello attuale. Raccontaci le tue prime esperienze...

C'è molto da dire perché mio padre è un pittore e illustratore. La cosa che ho fatto dall'inizio è stata disegnare, e per me subito il disegno è stato una cosa seria. Mi divertivo con mio fratello, più piccolo di me di due anni, e disegnavamo sempre insieme: fino a 14 anni tutte le vacanze le passavamo quasi solo a disegnare. Un po' come accade nel fumetto Piero di Baudoin (ed. Coconino, n.d.r.), che mi piace molto, e sembra proprio parli di me e mio fratello. Per me era una cosa piuttosto seria che mi faceva pormi domande, darmi risposte, cercare molto. Era il mio modo di esprimermi. Facevo anche sport, varie attività, parlavo con le persone, gli amici, questo era il divertimento, come dire, era un po' l'altra vita. Ma il fumetto, il disegno, già da piccolo lo affrontavo in modo molto serio, volevo fare le cose bene, cercare il tratto...
Per esempio quello che facevo con mio fratello, è che stavamo seduti vicino a disegnare e passavamo le vacanze a dire: “Ok, adesso facciamo un leone”, e disegnavamo un leone. Guardavamo e dicevamo “Uhm” “bello!” e adesso un’altra cosa...
Ci davamo un tema, un soggetto da disegnare oppure prendevamo i fumetti delle Tartarughe Ninja o cose del genere e li copiavamo.

Ma tuo papà ti ha insegnato a disegnare o tu che guardavi lui?
Guardavo soprattutto lui quando disegnava, ma lui disegnava poco perché è più un pittore e fotografo. Però è un grande disegnatore, per me bambino il migliore disegnatore della Terra era il mio babbo! Lui mi ha portato a 12 anni a fare il mio primo corso di disegno di nudo. Mi ricordo una volta quando avevo 7 anni disegnavo le Tartarughe Ninja, solo il tratto e il contorno. E lui mi ha detto “Devi capire una costruzione, una base di volume” e allora mi ha fatto tutta una spiegazione con un cerchio all'inizio, che va prende la metà del corpo, e poi tutta la costruzione del personaggio. Avevo 7 anni e anch’io poi ho iniziato a fare il circolo a mano così, e ho passato 3-4 giorni a piangere nella mia camera perché non riuscivo a fare il mio primo circolo perfetto, perché quando il mio babbo l'aveva fatto era perfetto e quando l'ho fatto nella mia camera non ci riuscivo...  
Ma mi sto interessando veramente al fumetto da quando ho iniziato a farlo. Mentre stavo cominciando a disegnare il mio primo fumetto, ho letto Appunti per una storia di guerra di Gipi. L'ho letto e mi sono detto: “Cazzo! Lui arriva a raccontare queste cose che se fosse un film!”, perché per me il cinema era più la mia cultura che il fumetto. Allora mi sono detto: “Sì, anche tu puoi fare queste cose!”, e ho iniziato a farle. 



Lasciamo il piccolo Bastien a piangere, oggi vederlo disegnare è un grande piacere... e se qui postiamo qualche suo disegno, ben altri ne troverete su SdF!

Vi ricordiamo che da Venerdì 14 a domenica 16, siamo alla fiera di Cartoomics – Padiglione 8 (editori) Stand H42... dividiamo lo stand con Diabolo... e tra l'altro di Bastien da Diabolo che un piccolo gioiello: La macelleria... e da noi i nostri libri, le ultime borse di Zerocalcare e gli arretrati di SdF e offerte fiera e incontri (che troverete annunciati sul blog di ComicOut)
Potete Diventare Soci di ComicOut!

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