martedì 1 luglio 2014

SDF #93 - DIO ci salvi!

Un tema scottante e delicato, questo mese, almeno per alcuni.

Il fumetto in questi ultimi tempi parla molto di dio e la religione cristiana è in prima linea in fumetti di satira, critica, o anche di semplice comicità assurda, Gesù in testa...
Che cosa sta succedendo?
Qualche anno fa le vignette su Maometto hanno creato problemi a chi le faceva, oggi anche Maometto a fumetti (non in satira, ma certo non in modo troppo riverente) è protagonista di una striscia stabile, assieme a Gesù. Mentre Cristo è un simpatico adolescente che divide l'appartamento con Budda in un fumetto giapponese. 
In Italia è il cristianesimo e il cattolicesimo che attirano strali.
Da molti anni La Rosa, che non ha in questo tema il suo unico interesse, ma che si firma con un triangolo e il nome di Dio su twitter, ha trovato molti "fedeli".


Come hai costruito il tuo personaggio di Dio, quanto blasfemo e quanto invece basato su verità cristiane? 
La blasfemia fine a se stessa non serve a niente... non per quello che voglio fare io. Io voglio far riflettere il credente... fargli capire le contraddizioni in cui crede. Bestemmiare o essere volgare, se si vuole essere anticlericali, non serve a niente (anzi: se bestemmi rafforzi la fede del credente). Di certo non voglio far diventare ateo nessuno. Poi, ovvio, alcune strisce sono fini a se stesse e non hanno nessuna velleità.

Il grande successo che è diventato un caso, parte da facebook e arriva su carta, si chiama Jenus e lo firma Don Alemanno, un sardo deciso a scalare molte vette e vari linguaggi, un performer del fumetto più che un autore. 
Don Alemanno fotografato da Sal Tascioni ©  al Napoli Comicon

Alle fiere code di fan, esibizioni e vendite (anche in libreria, ovviamente). Tanto che il suo editore, Magic Press, ha ceduto il suo ultimo volume alle potenti forze di Mondadori. E già il tema cambia e si evolve.
Che cosa sta succedendo? Il fumetto affronta il divino, e da noi lo fa con disegni semplici, dal super-naif La Rosa, al simple-manga Don Alemanno. Il segno come supporto a idee, battute, il segno come marchio più che come disegno.
Importante e interessante, la vignetta e la strip sono spesso state così, la semplicità può contenere forza di comunicazione e diffusione.
Volete saperne di più? Trovate ricche interviste su questo numero di «Scuola di Fumetto» e molte informazioni su altri fumetti che affrontano Dio, con ironia, ma anche molta attenzione e filosofia.
Ecco intanto che cosa ci dice Don Alemanno...

La prima domanda d’obbligo (che tanti si pongono): ma per caso sei un sacerdote?
Lasciamo girare le voci, è bello che si creino dei miti, delle leggende metropolitane sul personaggio... le dicerie possono essere positive. Perciò se mi chiedono se sono un prete io rispondo di sì (mentre palesemente Don Alemanno non è proprio prete, n.d.r.). Chi sono io per andare contro le credenze popolari? Alcuni mi hanno scritto nella pagina Facebook: lei che è un uomo di chiesa, perché non fa le cose della chiesa e smette di fare queste cavolate?

E hanno ragione, perché io faccio delle scemate… e lascio che le dicerie circolino.

E il nome di Jenus, sembra abbastanza evidente, ma dicci tu come è nato?
È ovviamente una storpiatura di Jesus, ho immaginato che avvenisse una trasformazione di Gesù come lo conosciamo noi, come per il principe Adam negli He-Man.
Quando si trova in una situazione di forte stress, come succede a Hulk, si trasforma in un personaggio fortissimo. È un Gesù trasformato.

È piuttosto diffusa ai nostri giorni l’interazione dei personaggi di alcuni fumetti, con quelli “storici” di film e anime, a partire da Rat-Man direi. Inoltre hai notato che è un periodo in cui ci sono varie presenze di Dio e di Cristo nei fumetti? Anche un fumetto giapponese ha Cristo e Budda come protagonisti. 
E in Inghilterra c’è Jesus e Mo, pensa che scompiglio può aver creato questa cosa su Maometto, non tanto tra i mussulmani, che se ne sono abbastanza fregati, ma tra tutti quelli che pensavano che i mussulmani se la sarebbero presa. I più preoccupati erano gli altri... 

In ogni caso è particolare questa presenza del divino nel fumetto, direi che hanno iniziato i nordamericani, prima utilizzando i miti greci e altre mitologie, poi gli dèi e il dio cristiano. Anche in Preacher, che non era un fumetto di satira...
Noi conosciamo solo questo elemento divino, perché a questo siamo stati educati. Ma la cultura del resto del mondo, soprattutto quella asiatica, parla di dèi e demoni: se ricordi Shutendoji, avevamo figure di demoni e orchi fuse tra loro. Il concetto di demone che abbiamo noi, come contrapposto al bene, è una trasformazione di figure come Baal, divinità sumero-accadiche, che poi si sono trasformate, anche in una parte della cultura ebraica. Poi i cattolici ne hanno fatto i diavoli che conosciamo oggi, baal-zebù, baal-fagor ecc. Se parli con un rabbino e chiedi se nel testo ebraico si parla mai di Satana, ti dirà che non esiste il termine satan, che vuol dire semplicemente il contendente in una diatriba soprattutto di stampo giudiziario.

Dunque non ci resta che ricordare la storica pubblicità di jeans che fece scalpore nel 1971 (la "prima volta" che Oliviero Toscani sollevò un polverone):


In edicola da oggi (e giorni successivi), a Roma ci trovate venerdì e sabato alla sera alle Capannelle per il Tour di Lucca Comics. Stand 33-34 con questo numero fresco di stampa e tante novità e arretrati :) oltre che sabato La musica del segno, incontro visivo con Laura Scarpa.

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