mercoledì 12 febbraio 2014

S.Valentino a fumetti

A diffondere da noi l'uso della festa degli innamorati non è stata  la Perugina con i suoi Baci® e nemmeno Tom Waits con Blue Valentine,  ma primo su tutti Charlie Brown...



Perché non smetterla con buonismi infiocchettati e zuccheri?
Il S. Valentino si festeggi dunque a suon di fumetti. 
L'amore è... una nuvoletta tra due vignette.
Così noi vi abbiamo proposto in questi giorni il più universale e famoso fumetto dei nostri tempi: una pacchetto Tutto-Zerocalcare, con intervista, disegni, adesivi e BORSA (e anche il prezioso Scuola di Fumetto #82, il tutto in busta personalizzata)!


Per un amore ai tempi dei blog
cliccate qui ed è fatta!

sabato 8 febbraio 2014

"FUORI CATALOGO" valentina, valentina...

S. Valentino? ComicOut offre un pacco dono. Per coppie (ma anche singoli).
Ma parlando di Valentine... oltre la MelaVerde, di Grazia Nidasio, sempre pubblicata da ComicOut, non si può dimenticare Valentina Rosselli, la splendida fotografa di Guido Crepax.

Dunque, qualche giorno prima del suo onomastico, ci piace parlare di lei... e di lui.
Fuori dalla nostra rivista (ma stimolante suggerimento), mentre a Guido Crepax vengono dedicate varie mostre (ne abbiamo viste allestite da Cart e da Nuages, tra gli altri...) e Salani ripubblica l'opera con approfondite note, ecco un bell'articolo con intervista ai figli, lo trovate completo QUI.
Estrapoliamo qualche frammento per i più pigri:
Guido Crepax family: Le storie a fumetti di nostro padre sono sempre state considerate "colte", difficili e ricche di contenuti culturali. Forse troppo per dei fumetti. Oggi più di allora il lavoro esegetico che stiamo facendo sulla sua opera ci ha portato a scoprire un bagaglio culturale sempre più ricco e vario. Ne sono una prova le ultime edizioni pubblicate da Magazzini Salani con le principali storie di Valentina arricchite da note che aiutano il lettore e hanno lo stesso valore dei contenuti speciali dei film in DVD. Molti di questi contenuti derivano direttamente dal suo background famigliare e da tutte le persone che frequentava: amici ma anche artisti, giornalisti, scrittori, fotografi, musicisti e cineasti. Umberto Eco, Bernardo Bertolucci, Dario Fo, Claudio Abbado, Emilio Tadini e Ugo Mulas tanto per fare qualche nome. Un terreno fertile nella Milano degli anni '60 e '70, per un nuovo modo di fare fumetti elevandoli a forma di arte contemporanea.




Guido Crepax family:
Bianca è come Valentina una sua creazione originale, forse quella con cui ha potuto esprimera più liberamente le sue immaginazioni e i turbamenti. Non a caso diceva che il pennino era il suo psicanalista e l'inchiostro il magma interiore, grazie al quale esprimere non solo quello che voleva dire ma anche i suoi pensieri più inconfessabili. Histoire d'O, Emmanuelle, Venere in pelliccia, rimangono, pur nella libertà della sua versione a fumetti, delle precise ricostruzioni dei romanzi originari con ambientazioni e costumi ricostruiti con estremo rigore stilistico e storico. Vivendo nella stessa casa dove lui creava e disegnava le sue storie abbiamo vissuto con estrema naturalezza i loro contenuti erotici. Le stesse cose avrebbero creato non pochi turbamenti e imbarazzi nei suoi lettori e nei suoi editori. Era timido e riservato ma al tempo stesso esibizionista e amava scandalizzare anche se poi lui stesso si è stupito di quello che aveva disegnato. 


Vi ricordiamo di consultare il nostro sito comicout.com

giovedì 6 febbraio 2014

SdF 91

Mentre siamo in frenetica lavorazione del #92, ancora qualche appunto sul numero che trovate in edicola (e fumetteria).
Uno sguardo sulla Francia è doveroso, in questi giorni post-Angoulême è anche abusato nei vari siti, noi però, in questo numero parliamo di una mostra più piccola, ma importante e ricca di stimoli, cui siamo andati a Parigi.
Il SoBD sta crescendo a vista d'occhio, da mini incontro di critica all'interno di una galleria d'arte che si appoggiava al vicino bistrot, nel dicembre 2013 si è spostata in un ampio ed elegante spazio, nel cuore della vita e dello shopping, unendo la mostra mercato, con autori in dedica, a uno spazio di critica rappresentato da una scelta ricca di volumi e da interessanti incontri internazionali, con critici e autori.

L'incontro sull’Italia era moderato da Thierry Lemaire e vedeva la partecipazione di Matteo Stefanelli, che insegna anche ad Angoulême e dell'ormai parigino Manuele Fior. Oltre a loro, uno dei francesi che più ama l’Italia e i suoi fumetti, quel Florian Rubis, collaboratore nel passato di Hugo Pratt e Moebius, reduce da un'importante mostra su Jules Verne, in Russia, dove ha esposto anche tavole del nostro grande Caprioli.

Ha presentato la situazione italiana Stefanelli, con una nota quanto mai positiva: questa edizione del Festival di Lucca, il più antico d'Europa, per la prima volta ha superato come numero ingressi il Festival di Angoulême, che è quello più visitato, superando la cifra di 230.000 biglietti staccati.




Matteo Stefanelli e Manuele Fior

Chissà se quest'anno le cifre francesi ci hanno scavalcato a loro volta...

Anche Manuele Fior, che viene da un'esperienza di viaggi e di lunghi soggiorni europei, racconta il rapporto con la Francia, suo e di molti giovani autori che abitano a Parigi, subendone ancora oggi il fascino e la "bohème".
Ma la Francia è per Fior uno sguardo particolare sul disegno, che si manifesta in vari modi, dai saloni, alle mostre, ai libri. Gli autori si sentono più stimati, apprezzati, un buon motivo non solo economico per espatriare. D'altra parte l'Italia solo di recente (con quasi un decennio di ritardo) ha trovato lo spazio editoriale per il graphic novel e dunque per un'esposizione in libreria e l'apertura a un nuovo pubblico.

Nonostante gli autori francesi lamentino una situazione di crisi, di poco interesse dei media, di vendite più basse e di molti meno titoli usciti, per un autore italiano la Francia e il suo mercato del fumetto, sono ancora spazi invidiabili, di grande qualità.

(ecco le pubblicità nei corridoi della metro)



Perché l'Italia arrivi a livelli simili, nonostante grandi passi siano stati fatti dall'editoria in questo senso, occorre un pubblico di lettori (non solo di fumetti) più ampio e forte.
La cultura va fatta mangiare col salame, diffusa, distribuita gratuitamente, spinta. 
vi ricordiamo la mostra aperta fino ad aprile, sull'immigrazione nel fumetto, al Museo della Storia dell'Immigrazione

Solo un popolo di lettori e di persone sensibilizzate alla qualità di racconti, musiche, immagini e parole, potrà anche essere un popolo che premia gli autori e i prodotti di qualità, a tutti i livelli.
E anche il fumetto.
(o pensate che dovremo chiamarlo sempre di più graphic novel, perché possa fare più strada?)